LA FACCIA DELLA MEDAGLIA

Abruzzo. Regione premia Marchionne «l’essenza più pura e nobile d’Abruzzo»

Consegnato all’ad di Fiat la medaglia Aprutium

Redazione Pdn

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L’AQUILA. «L'Abruzzo rende onore e rende omaggio a uno dei suoi figli più illustri dell'età moderna».
Con queste parole, il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha salutato questa mattina, a L'Aquila, Sergio Marchionne nel corso della seduta straordinaria del Consiglio regionale riunito per la cerimonia di conferimento della medaglia Aprutium al Ceo della Fiat.
«Sergio Marchionne», ha detto Chiodi, «in questi anni, ha rappresentato, ed esaltato, nel Mondo l'essenza più pura e nobile dell'abruzzesità; la creatività, la determinazione, lo spirito di sacrificio, il pragmatismo. Ma anche il suo essere sempre se stesso, schietto, diretto, a volte poco diplomatico, ma in ogni caso coerente e fedele alla propria filosofia manageriale».
Il governatore ha continuato: «oggi riconosciamo a Sergio Marchionne l'impegno indiscusso per la sua terra. E' recente, infatti, la sua visita alla Sevel di Atessa ed il suo annuncio di cospicui investimenti per il consolidamento ed il rilancio dell'automotive nella Val di Sangro. E tutti comprendiamo, in questo periodo di profonda crisi economica e strutturale, il valore di questa politica che privilegia il radicamento sul territorio di un gruppo produttivo leader qual è la Fiat».
Il presidente ha sottolineato che l'ad della casa automobilistica torinese è riuscito ad affermarsi in Italia «ma anche negli Stati Uniti, e di riflesso nel Mondo, per la sua grande professionalità, per la lungimiranza imprenditoriale ma anche per la linearità ed il coraggio delle scelte».
In più «non ha mai dimenticato l'Abruzzo. E l'Abruzzo non ha mai dimenticato di aver dato i natali a Sergio Marchionne». La Medaglia consegnata oggi «testimonia la riconoscenza degli abruzzesi per il lavoro finora svolto per la crescita dell'occupazione e del prestigio dei suoi corregionali. Marchionne ci ha dato fiducia e noi lo stiamo ripagando con la sua stessa moneta. E' l'occasione per ringraziare un top manager, un uomo che non dimentica le sue radici, ma soprattutto un amico»

MARCHIONNE: «NON PERDERE TEMPO A LAMENTARSI»
«Gli abruzzesi», ha poi commentato Marchionne, «cadono e si rialzano da soli, non perdono tempo a lamentarsi, ma fanno producono e ricostruiscono: credo che questo sia l'atteggiamento di cui ha bisogno l'Italia».
Poi ha ammesso che sulla Fiat «continuano a resistere tanti pregiudizi»: «qualcuno alimenta questa distorsione della realtà in modo consapevole e pretestuoso», ma è cosi anche «in buona fede» per la maggior parte degli italiani che pensano «che davvero la Fiat sia ancora quella che i loro genitori o i loro nonni ricordano». Secondo lui, invece, «il ritmo del cambiamento che la Fiat ha seguito e' stato cosi' veloce che in qualche modo ha contribuito ad ampliare la distanza col Paese» e l'azienda ha fatto «enormi sforzi negli ultimi dieci anni per uscire da un isolamento che ne avrebbe pregiudicato il futuro».
«Se c'è una cosa che mi caratterizza, oltre al maglione nero», ha spiegato, «è quella di parlare chiaro. Non sempre aiuta a farsi nuovi amici o a tenersi quelli vecchi. Ma credo aiuti a essere diretti e onesti».
Il calo del mercato auto in Europa ha toccato il fondo? «C'è qualcuno che parla di un recupero nel 2014, può darsi che ci sia ma non è niente significativo. Non credo che si possa cambiare opinione sull'attività auto in Europa basandosi su quelle previsioni», ha risposto l'ad. Che ha anche preferito non rispondere a più domande su come il Lingotto chiuderà i risultati del terzo trimestre: «Aspettate qualche giorno e vedrete», ha detto.

PAGANO: «UN GRANDE ABRUZZESE»
«Capisco bene quando Marchionne dice che quello automobilistico è un mercato difficile», ha detto nel suo discorso il presidente del Consiglio, Nazario Pagano. «Non voglio addentrarmi in un campo non mio, ma voglio sottolineare la complessità estrema del mondo nel quale Marchionne si muove, peraltro avendo la responsabilità di due grandi aziende in aree geografiche così diverse sotto ogni profilo. Per gestire tutto ciò ci vuole un grande uomo e in questo caso è un grande Abruzzese del quale io sono orgoglioso e credo, con questi sentimenti, di rappresentare la maggioranza degli italiani».

CUGNOLI, IL PAESE D’ORIGINE
Sergio Marchionne nasce in una famiglia borghese, papà maresciallo dei Carabinieri, madre casalinga di origini istriane, un esercito di zii e parenti a Cugnoli, paese d’origine della famiglia paterna, che continua a frequentare. Vive fino a circa 14 anni in Abruzzo per poi trasferirsi in Canada, dove papà Concezio, una volta conseguita la pensione, decide di spostare tutta la famiglia per aiutare un parente in un’attività commerciale. Lì Marchionne consegue tre lauree e un master e si avvia alla carriera che lo ha portato ad essere uno dei più importanti manager internazionali. Nel 2004 approda in Fiat.