CRISI DI GOVERNO

Legnini: «non lavoriamo per salvare Berlusconi». Razzi: «italiani intelligenti, vinceremo alla grande»

La crisi del governo visto dai parlamentari abruzzesi

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ABRUZZO. Ore cruciali per la politica italiana in attesa che il premier Enrico Letta tenti di risolvere la crisi in Parlamento.
Per il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Editoria e all'Attuazione del programma, l'abruzzese Giovanni Legnini «l’approccio del Pdl è stato quello che è stato, propagandistico da un lato e dall'altro mirato a salvaguardare Berlusconi, ma non per questo è nato questo governo e oggi appare evidente». Una crisi aperta «virtualmente» secondo Legnini, mentre alla domanda se possa essere reversibile o meno risponde: «Nessuno lo può dire. Bisogna dividere le vicende di Silvio Berlusconi da quelle del governo - prosegue - Serve un atto di responsabilità vero, profondo nei confronti dell'Italia e dei problemi oppure ci si ferma qui e che cosa accadrà non è solo nelle nostre mani ma in quelle del presidente della Repubblica».
Quanto alla maggiorazione dell'Iva, causa scatenante delle dimissioni in massa, per il senatore teatino «l'aumento si poteva evitare, innanzitutto non incaponendosi sull'Imu come invece è stato fatto. Bastava mantenere l'Imu sui ricchi - prosegue - e con molta facilità si sarebbe scongiurato l'aumento».
Legnini, che ieri è stato a Taranto per il Finanza Forum, non ha avuto modo di parlare con il premier: «sono ore concitate: comunque la nostra posizione resta ferma, la schiena dritta, per noi sarebbe un danno cedere sul principio di legalità». Si tornerà a votare? «Presto per dirlo», conclude.

RAZZI: «SUBITO AL VOTO»
Si augura, invece, che si torni presto alle urbe Antonio Razzi, senatore del Pdl. «E’ normale. Normale che se si vuole eliminare un avversario politico in questo modo, dopo un accanimento di 20 anni, con questa sinistra, si voglia tornare a votare».
«E allora andiamo a votare, che stavolta vinciamo alla grande: gli italiani non sono così stupidi, anzi sono intelligentissimi - insiste Razzi - e faranno vedere che non condividono quello che sta succedendo al povero Berlusconi. Imu e Iva c'entrano, anche loro: c'era un patto politico e non è stato rispettato. Insomma, nessuna paura delle elezioni", chiude l'ex deputato dipietrista passato con il centrodestra».

QUAGLIARIELLO INCERTO
Più cauto, invece, il ministro Gaetano Quagliariello, napoletano d’origine ma eletto nella circoscrizione abruzzese.
«Adempiro' alla formalità» delle dimissioni appena «rientrerò a Roma» ha spiegato il ministro impegnato in un convegno a Piacenza. «Mi auguro che nell'alveo del pensiero politico» definito berlusconismo «possa nascere una posizione anche organizzativa diversa da quella espressa ieri ad Arcore». Un ripensamento del centrodestra? «Del centrodestra o di una parte», e' la risposta. Le elezioni anticipate sarebbero «un grave errore. C'e' un problema di carattere istituzionale difficile da ignorare».