IL PROCESSO

Fira: pm in aula: «una banda di truffatori, la mente era Masciarelli»

Requisitoria dell’accusa: «tra 2003 e 2005 sistema arricchimento e potere»

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PESCARA. «Era una banda di truffatori. Tra il 2003 e il 2005, questa squadra ha realizzato il meccanismo delle truffe, un sistema di arricchimento e di potere».
Così il procuratore aggiunto Cristina Tedeschini, nella sua requisitoria, ieri, in Tribunale a Pescara, nel processo relativo all'inchiesta sulla Fira che, il 27 ottobre 2006 ha portato all'arresto dell'allora presidente Giancarlo Masciarelli e di altre dieci persone tra dirigenti della Finanziaria regionale ed imprenditori, ritenuti responsabili a vario titolo di una truffa alla Regione e all'Unione europea da 16 milioni di euro.
Gli imputati nel procedimento sono 63 (27 persone e 36 società), accusati, a vario titolo, di diversi reati, molti dei quali già prescritti, ad eccezione dell'associazione per delinquere, di due truffe e di una ricettazione. Durante la requisitoria, il procuratore aggiunto ha sottolineato che «il modus operandi utilizzato indica che era una banda organizzata. Chi doveva controllare, ad esempio, non controllava».
«Un modus operandi - ha aggiunto - infinitamente ripetuto che indica l'esistenza di una cabina di regia, la cui mente era rappresentata da Masciarelli».
Per la Tedeschini, si tratta comunque «di un modus operandi a suo modo sciatto, pieno di errori e falle vistose, che ha potuto evidentemente avere successo solo per l'organizzato collasso di qualsiasi sistema di controllo capace di sfuggire all'azione del gruppo».

La requisitoria terminerà il prossimo primo ottobre con il pm Anna Rita Mantini, altra titolare dell'inchiesta. L'udienza odierna è stata caratterizzata anche dagli interventi degli avvocati della Regione Abruzzo e della Fira, parti civili nel processo. L'avvocato Vittorio Manes, legale della Regione, ha chiesto un milione e mezzo di provvisionale; mentre l'avvocato Marcello Russo, legale della Fira, un milione di euro come risarcimento del danno patrimoniale e morale. Tra gli imputati nel procedimento figurano l'ex assessore alla Sanità della giunta Pace, Vito Domenici; l'ex patron di Villa Pini, Vincenzo Maria Angelini e l'imprenditore di Altino (Chieti), Marco Picciotti. I reati a carico di Angelini si sono tutti prescritti. Per quanto riguarda Masciarelli, ha già patteggiato 3 anni e 4 mesi di reclusione per questo procedimento e per quello sulla "Sanitopoli" abruzzese.