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Abruzzo. Aeroporto di Preturo: controlli tardivi e incomprensioni sulla festa per l’inaugurazione

Cialente: «attacco alla città con ministro all’oscuro di tutto»

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L’AQUILA. Forse non è uno stop quello che arriva da un atto ufficiale del Ministero, forse è solo un controllo che arriva con notevole ritardo e a ridosso della inaugurazione.
I fatti certi sono pochi. Uno di questi è che dal Ministero è arrivata una “strana missiva”, una lettera del capo di gabinetto Giacomo Aiello, che chiede all’Enac documenti sul piano finanziario dello scalo affidato alla XPress.
«La lettera è stata firmata da Aiello di propria iniziativa - ha detto il sindaco Massimo Cialente - né il ministro, né il direttore generale del ministero ne sanno nulla, il ministro Lupi me l'ha detto anche al telefono. Chi comanda in questo Paese, il governo oppure il capo di gabinetto?».
L’altro dato certo è l’ira di Cialente che ha chiamato alla mobilitazione per il 28 settembre «per fare casino». Altre certezze sono le polemiche dei mesi scorsi sulla effettiva partenza di uno scalo che è destinato a rimanere inservibile o “snobbato” mentre tutti a livello locale pensano il contrario. Sta di fatto che i voli promessi per l’estate non ci sono stati e nemmeno si conoscono le compagnie che hanno stretto accordi con la società che gestirà lo scalo rinnovato. A cose fatte le difficoltà si parano davanti ed ora qualcuno inizia a parlare di «scalo idoneo» per altre cose, come forze dell’ordine o protezione civile… come dire se non si riuscirà a far volare i passeggeri utilizziamolo per altro.

LE DUE MISSIVE
Intanto ieri sera è arrivata una precisazione dal Ministero sulla missiva della discordia.
Nel documento del capo di gabinetto inviata in mattinata si ravvisa la necessità di «acquisire un quadro certo ed esaustivo di tutti i servizi indispensabili a garantire il funzionamento dell'aeroporto in argomento e degli stessi oneri connessi attraverso anche una valutazione dei costi-benefici del complesso delle attività richieste per garantire l'operatività dello scalo» e inoltre l' esigenza di una verifica «delle disponibilità delle risorse finanziarie a carico dello Stato, della Regione e degli enti locali».
Nella risposta serale del Ministero invece si precisa che: «il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non ha emanato alcun 'provvedimento' volto a bloccare l'apertura dell'aeroporto dell' Aquila. Non c'è nessuna pregiudiziale in tal senso come suggeriscono alcune dichiarazioni rilasciate alle agenzie di stampa».
L’ufficio stampa del ministero delle Infrastrutture ha poi aggiunto «Gli uffici competenti del Ministero hanno semplicemente e doverosamente chiesto formalmente all'Enac la documentazione che attesti la sostenibilità economico-finanziaria dello scalo e le coperture economiche per i servizi ad esso attinenti. Non appena questa documentazione giungerà nulla osta da parte del ministero per concedere l'autorizzazione richiesta».

LA SOSTENIBILITA’ ECONOMICA
E’ curioso come il documento richiesto sia afferente alla «sostenibilità economica» che è poi l’argomento principale di chi sostiene che lo scalo non avrà futuro perché non c’è mercato. Altrettanto curioso il fatto che nella ultima comunicazione si dica che non appena acquisito il documento sarà concesso il nulla osta (come se l’importante fosse acquisire il documento e non la sua valutazione nel merito).
Non si è placata però l’ira del primo cittadino che per il 28 settembre sta organizzando la protesta.

«ATTACCO A QUESTA CITTA’»
«Il congelamento da parte di un capo di gabinetto con il ministro Lupi e il direttore generale che affermano di non saperne nulla - ha detto Cialente in una conferenza stampa convocata d'urgenza - è un attacco a questa città che viene presa a pesci in faccia, oltre a una provocazione pesante. Quindi, dobbiamo mobilitarci per far capire a Roma a chi pensa che gli aquilani si sono rabboniti, che stanno soffiando su un fuoco che non si è spento».
Cialente ribadisce che «se non si vuole l'aeroporto all' Aquila che porta occupazione e che non costa nulla allo Stato, a differenza di altri scali che hanno consigli di amministrazione che pesano per 500mila euro l'anno sulle tasche dei cittadini, il governo lo deve dire chiaramente, non lo può fare un capo di gabinetto, altrimenti siamo di fronte a un governo di dilettanti nell'ambito del quale comandano altri poteri».
Cialente sottolinea di volere subito una risposta politica su quanto di grave accaduto e denuncia il fatto «che a causa della mancata firma di alcuni funzionari non sono ancora arrivati i 18 milioni per i traslochi, i 3 per lo sviluppo del Gran Sasso, senza contare l'assenza di copertura per la ricostruzione visto che nella legge di stabilità L'Aquila non viene citata in nessun contesto».
Inevitabile nello scontro futuro parlare di «posti di lavoro», circa 60, che sfumerebbero. Posti di lavoro di cui peraltro si è già parlato per il fatto che finanziamenti pubblici permetteranno di sostenere in gran parte le spese degli impiegare mentre per alcuni è un numero sovradimensionato a fronte al momento di zero compagnie aeree nello scalo.
Dalla regione arriverà per questo 1 milione di euro in conseguenza della partecipazione ad un bando della XPress.