GIUSTIZIA AL RISPARMIO

Abruzzo. Sulmona: chiusura tribunale, prosegue sciopero della fame degli avvocati

Si chiede un sopralluogo al ministro Cancellieri

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SULMONA. La chiusura del Tribunale di Sulmona è stata posticipata al settembre del 2015, in virtù del terremoto che ha colpito la regione nel 2009.
Ma questo rinvio non basta. Gli avvocati hanno iniziato lo sciopero della fame (a staffetta) contro la soppressione. Finora alla protesta hanno gia' aderito una trentina di professionisti ma e' probabile che il numero sia destinato a crescere nelle prossime ore. Per l'avvocato Gabriele Tedeschi, presidente dell’Ordine, «l'obiettivo e' quello di richiamare l'attenzione del ministro della Giustizia e del governo. Vogliamo che il Guardasigilli venga subito di persona nella nostra citta' per ascoltare la gente ma anche le ragioni e i motivi della battaglia contro la chiusura del Tribunale».
Si pensa infatti ad un tour guidato del ministro nei vari paesi del circondario per fargli toccare con mano i tempi di percorrenza lunghi e i maggiori costi di spostamento per esercitare il loro diritto alla giustizia.
«Pretendiamo l'attenzione da parte del governo chiedendo una vera revisione delle circoscrizioni giudiziarie - ha aggiunto l'avvocato Elisabetta Bianchi.
Gli avvocati contestano i tagli orizzontali «che penalizzano solo i cittadini» ma soprattutto chiedono la presenza dello Stato sul territorio.

«LA LOTTA CONTRO LE MENZOGNE»
In queste ore di sciopero della fame lottano contro le «menzogne» raccontate per chiudere i tribunali: «ci hanno detto che lo chiede l’Europa per la spending review, che ci sarà una più razionale distribuzione delle risorse, una nuova organizzazione del lavoro, maggiore efficienza grazie alla specializzazione, un miglioramento del servizio della giustizia».
Ma, ribadiscono, non sarà affatto così. E lo hanno scritto anche su un volantino che va in giro da settimane: «In realtà non vi sarà alcun risparmio anzi le spese aumenteranno considerevolmente per traslochi e reperimento spazi per gli uffici accorpati, viaggi di testi, notifiche, spostamento detenuti, rimborso c.t.u. Inoltre saranno i cittadini a pagare il prezzo maggiore per raggiungere le sedi più lontane. I lavoratori giudiziari, ovvero le risorse, saranno deportati secondo le intenzioni del capo dipartimento senza logiche di razionalizzazione. Non c’è nessuna nuova organizzazione del lavoro», proseguono, «ma il lavoro di uffici piccoli e ben organizzati confluirà nel calderone di uffici grandi e già funzionanti, peggiorando la situazione. La specializzazione non interessa ai cittadini che vorrebbero solo una giustizia in grado di funzionare, è un’esigenza di magistrati non dover lavorare su materie diverse contemporaneamente. Con questa riforma ‘epocale’ hanno dato il colpo di grazia d’una giustizia che già non stava tanto bene».

I PRIMI PROBLEMI
Intanto se l’accorpamento dei tribunali abruzzesi è solo rimandata, nel resto d’Italia la rivoluzione è già cominciata. L’Usb P.I. Giustizia denuncia «caos» negli uffici giudiziari, dopo che lo scorso 13 settembre è entrata in vigore la riforma della geografia giudiziaria che chiude in totale 30 tribunali, 30 procure e 220 sezioni distaccate di tribunale.
«Emblematico quanto sta accadendo alla Procura e al Tribunale di Napoli nord, appena istituiti», denuncia l’Usb, «dove manca il personale amministrativo e di magistratura, mancano le scrivanie, le sedie, gli armadi, i PC, i software e tutto il materiale di cancelleria; mancano le macchine di servizio e i conducenti di automezzi speciali. Come al solito, il tutto è lasciato alla buona volontà dei dipendenti».
Da sabato 14 settembre, il Presidente del Tribunale di Napoli è stato costretto a sospendere tutte le attività delle Sezioni distaccate di Marano, Casoria e Ischia, beneficiarie di una proroga (ex art. 8 D. Lgs. N. 155/2012) per la totale mancanza di personale amministrativo, trasferito d’imperio al Tribunale di Napoli Nord. Insoddisfacenti, sempre secondo il sindacato, le risposte del ministro Cancellieri, che annuncia correttivi in corso d’opera. «Intanto, però, i cittadini che si rivolgeranno alla Giustizia dovranno sobbarcarsi spostamenti e spese ulteriori per raggiungere le nuove sedi. Il personale giudiziario è lasciato in balia di se stesso sul piano organizzativo. Migliaia di dipendenti, letteralmente deportati in altre sedi, con tutti i sacrifici economici e psicofisici conseguenti».
Il 18 ottobre prossimo è previsto uno sciopero generale dei lavoratori.

 

CHIODI: «CHIEDERO' REVISIONE RIFORMA»
«Chiedero' formalmente alla Conferenza delle Regioni di inserire all'ordine del giorno la discussione sulla soppressione dei tribunali cosiddetti minori, per avviare una revisione della riforma». Lo ha detto il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, agli avvocati di Sulmona,in sciopero della fame per protestare contro il decreto che sopprime il tribunale Peligno, incontrati davanti al Tribunale cittadino. 
«E' necessario un provvedimento legislativo che sia in grado di bloccare e sovvertire quanto deciso nella riforma appena varata. Personalmente - ha aggiunto - sono contrario a questa riforma, ma se si vuole veramente evitare la chiusura dei piccoli tribunali e' necessario un percorso legislativo che i parlamentari abruzzesi dovranno portare avanti. Solo in questo modo si potranno cambiare gli effetti della Legge». 
CHIODI: «CHIEDERO' REVISIONE RIFORMA»

 

«Chiedero' formalmente alla Conferenza delle Regioni di inserire all'ordine del giorno la discussione sulla soppressione dei tribunali cosiddetti minori, per avviare una revisione della riforma». Lo ha detto il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, agli avvocati di Sulmona,in sciopero della fame per protestare contro il decreto che sopprime il tribunale Peligno, incontrati davanti al Tribunale cittadino. «E' necessario un provvedimento legislativo che sia in grado di bloccare e sovvertire quanto deciso nella riforma appena varata. Personalmente - ha aggiunto - sono contrario a questa riforma, ma se si vuole veramente evitare la chiusura dei piccoli tribunali e' necessario un percorso legislativo che i parlamentari abruzzesi dovranno portare avanti. Solo in questo modo si potranno cambiare gli effetti della Legge». 

DUE AVVOCATI RICOVERATI IN OSPEDALE

 

Due avvocati dei sei che stanno attuando a Sulmona lo sciopero della fame contro la soppressione del tribunale sono stati ricoverati all'ospedale di Sulmona. La decisione è stata presa dal personale della croce rossa al termine della visita di controllo effettuata subito dopo l'incontro con il governatore della Regione Gianni Chiodi. Si tratta in particolare di Elisabetta Bianchi (la prima ad iniziare il digiuno lunedì scorso) e di Alberto Paolini, che hanno fatto registrare valori sballati, tanto che i medici hanno consigliato di interrompere subito la protesta, anche se loro sembrano intenzionati a proseguire. Gli altri quattro avvocati continuano la protesta ribadendo la richiesta di un incontro a Sulmona al ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri.