LAVORO IN CRISI

Acs Lanciano, operai si incatenano a cancelli

Azienda indotto Fiat Valdisangro: «no delocalizzazione»

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ATESSA. Otto operai dell'Acs di Atessa (Chieti), in rappresentanza di 23 lavoratori totali, si sono incatenati ieri davanti ai cancelli dell'azienda dell'indotto Sevel, produttrice dei sedili in spugna per il furgone Ducato.
La manifestazione di protesta, protrattasi dalle ore 9 alle 10.30, era stata annunciata dalla Fiom Cgil che da cinque giorni ha aperto un confronto con l'Acs per evitare il trasferimento della produzione a Cassino, con perdita dei lavoro degli operai della Val di Sangro.
Lo stato di mobilitazione generale, con sciopero ininterrotto, è in atto dallo scorso 5 settembre dopo che la direzione aziendale ha annunciato, per la terza volta in tre anni, di chiudere la sede di Atessa.
«La protesta dei lavoratori - dice al telefono Davide Labbrozzi, segretario provinciale della Fiom Cgil - andrà avanti fino a quando l'Acs non rinuncerà a chiudere lo stabilimento atessano». Nelle precedenti minacce di sospensione della produzione le trattative sindacali portarono prima a ricorrere alla cassa straordinaria e successivamente ad attivare la procedura per usufruire di due anni di contratti di solidarietà.
«Invece ancora adesso - ricorda Labrozzi - al tavolo sindacale l'Acs ha riproposto l'iter per la cessazione dell'attività e la chiusura definitiva del sito produttivo di Atessa».