CALCIO

Nazionale. Gilardino segna e Buffon conserva: l'Italia supera 1-0 la Bulgaria

Mondiale di Brasile 2014 ormai ad un passo

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2791




PALERMO. Suona il violino Alberto Gilardino e il suo gol alla Bulgaria regala all’Italia tre punti fondamentali, che avvicinano gli Azzurri al Mondiale anche in virtù dell’inaspettato successo dell’Armenia in Repubblica Ceca. Se Brasile 2014 si avvicina, la serata di Palermo ha riportato alla mente anche Germania 2006, con due Campioni del Mondo protagonisti della quinta vittoria dell’Italia nel girone. Oltre a Gilardino, infatti, l’Italia deve ringraziare Gigi Buffon, autore di almeno due interventi miracolosi. Il portierone della Nazionale, che martedì a Torino con la Repubblica Ceca eguaglierà il record di presenze in Azzurro di Fabio Cannavaro, si è fatto e ci ha fatto un bel regalo, consegnando all’Italia tre match point per staccare il biglietto per il Brasile. Con la Bulgaria c’è stato da soffrire, complici gli infortuni che hanno costretto il Ct a dei cambi obbligati e una condizione fisica che con il campionato appena iniziato non può essere ottimale.
Privo degli squalificati Balotelli e Osvaldo, Prandelli si è affidato in avanti a Gilardino, supportato ai lati da Candreva e Insigne, con il fantasista del Napoli preferito a Giaccherini. Davanti a Buffon difesa a quattro con gli juventini Bonucci e Chiellini centrali e Abate e Antonelli esterni. In mezzo al campo Pirlo, De Rossi e Thiago Motta, tornato in Nazionale quattordici mesi dopo la sconfitta con la Spagna nella finale dell’Europeo. “Dovremo puntare sulla qualità del palleggio” aveva avvertito alla vigilia Prandelli, ma anche Penev deve aver affidato ai suoi un copione analogo, con la Bulgaria che ha dimostrato una buona circolazione del pallone, puntando su un centrocampo folto e affidando a Tonev il peso dell’attacco. E dopo una conclusione debole di Gilardino al trentesimo secondo di gioco, la prima vera occasione è capitata sui piedi dell’attaccante bulgaro, il cui tentativo è stato bloccato in due tempi da Buffon. Largo a sinistra e con il compito di accentrarsi per arrivare alla conclusione Lorenzo Insigne, in una posizione analoga a quella che occupa nel Napoli di Benitez in questo avvio di stagione. Al 26’ è toccato a lui chiamare alla prima parata Mihaylov, che gli ha negato la gioia della seconda rete consecutiva in Azzurro dopo il gran gol nell’amichevole con l’Argentina. Se Insigne ha provato solo due settimane fa l’emozione di segnare con la maglia della Nazionale maggiore, Alberto Gilardino è uno che non ha mai smesso di fare gol. E al 38’, nella città dove nove anni fa aveva esordito con l’Italia di Lippi, è toccato a lui incornare un preciso traversone dalla sinistra di Candreva e mettere a segno la diciannovesima rete in Azzurro.

Eguagliato Bettega, a un solo gol Paolo Rossi, attaccante simbolo del calcio italiano che segnava la sua storica tripletta al Brasile nel giorno in cui Gilardino veniva alla luce.
Da un Campione del Mondo, Gilardino, ad un altro Campione del Mondo, Buffon, decisivo al 2’ della ripresa con una parata prodigiosa su un conclusione ravvicinata di Popov. Un intervento davvero miracoloso, salutato dagli applausi dei 30mila del ‘Renzo Barbera’. E il numero uno azzurro si è ripetuto poco dopo con altre due splendide parate su una palla deviata di testa verso la propria porta da Thiago Motta e su un’incornata da pochi passi del neo entrato Rangelov. Un momento difficile per l’Italia, costretta anche a dover rinunciare all’infortunato Antonelli, sostituito da Astori con Chiellini spostato a sinistra. Prandelli ha poi inserito Giaccherini per Insigne e da una percussione del centrocampista passato in estate al Sunderland è nata la prima occasione dell’Italia nel secondo tempo, con una punizione telecomandata di Pirlo deviata in angolo da Mihaylov. Ancora Gilardino, con il solito fiuto da rapinatore d’area di rigore, ha sfruttato un disimpegno errato della retroguardia bulgara trovando il salvataggio di Bodurov sulla linea di porta. Fallito il raddoppio, l’Italia ha continuato a soffrire, con Prandelli costretto ancora una volta ad un cambio obbligato per l’infortunio di Abate, sostituito da Maggio. Al quarto minuto di recupero l’ultimo brivido con il colpo di testa di Minev a sfiorare il palo. Poi il triplice fischio dello spagnolo Carballo e la consapevolezza che martedì battendo la Repubblica Ceca si può staccare il pass per il Brasile.