SANITA'

Abruzzo/ Tagli a prestazioni riabilitative, Pd: «una vigliaccata sulla pelle dei malati»

Non si esclude ricorso alla magistratura ordinaria

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ABRUZZO. «Chiodi ha introdotto il principio del respingimento dei malati alle porte delle strutture riabilitative».
La denuncia arriva dal capogruppo del PD Camillo D’Alessandro, a margine di un incontro con associazioni e familiari dei disabili, in cui si è discusso del recente decreto commissariale di Chiodi, in cui sono previsti tagli lineari ai fondi destinati alle prestazioni riabilitative.
Oggi in Consiglio regionale il Partito Democratico presenterà una risoluzione urgente per chiedere l’immediata revoca del provvedimento, «che avrebbe effetti devastanti sugli utenti, tra l’altro, scaricando in modo vigliacco sulle strutture la responsabilità di decidere chi escludere e chi no dalle cure».
Il Pd non esclude il ricorso alla magistratura amministrativa per bloccare il decreto, che dal primo agosto vedrebbe il blocco della riabilitazione per centinaia di pazienti. «Una sola struttura – aggiunge la Consigliera Marinella Sclocco – dovrà escludere oltre 900 pazienti. In tutta la regione sono 23 i centri riabilitativi, per cui è facile comprendere cosa potrebbe accadere se la decisione di Chiodi non venisse rivista». 


Per il Gruppo d’opposizione, il decreto commissariale sarebbe viziato da profili di illegittimità, e non porterebbe alcun beneficio economico, perché consentirebbe di risparmiare circa 7 milioni di euro, su un bilancio complessivo per la sanità che ammonta a oltre 3 miliardi di euro.
«In realtà – sottolinea il Consigliere Claudio Ruffini – questo risparmio sarebbe molto inferiore, perché i pazienti esclusi dalla riabilitazione in Abruzzo possono liberamente rivolgersi ai centri che operano nelle regioni limitrofe. E il conto di queste prestazioni, sarebbe sempre a carico del nostro bilancio regionale».
«Questo decreto deve essere immediatamente ritirato», chiede anche Robert Verrocchio. «Stiamo parlando di strutture che ogni giorno hanno in carico quasi seimila disabili in tutta la nostra regione, le fasce più deboli tra i malati, ragazzi e adulti talmente gravi che non possono essere seguiti in famiglia. È tremendo che si pensi di risparmiare su queste persone. È un taglio di diritti da macelleria sociale».

Decreto Commissariale 51_2013_ riabilitazione.pdf