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La chiacchierata del papa sull'aereo: «chi sono io per giudicare i gay»

Il Pontefice parla del caso Ior: «riforma necessaria, dovrà basarsi su criteri di trasparenza e onestà»

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ROMA. La lobby gay non va bene, perché non vanno bene le lobby. Circa i gay «io non giudico, se è una persona di buona volontà, chi sono io per giudicare?». «Non ho trovato carte d'identità di gay in Vaticano, dicono che ce ne sono, credo che si deve distinguere il fatto che è gay dal fatto che fa lobby». Lo ha detto il Papa in volo da Rio a Roma.

Essere gay, ha aggiunto il Papa «è una tendenza, il problema è la lobby, la lobby non va bene, quella gay, quella politica, quella massonica. E la ringrazio tanto per avermi fatto questa domanda», ha concluso. La domanda riguardava monsignor Ricca da lui nominato prelato dello Ior e accusato dalla stampa di comportamenti immorali.
«Nei confronti di monsignor Ricca ho fatto quello che il diritto canonico dice di fare: ho fatto la 'investigatio previa' e in questa non c'è niente di ciò di cui lo accusano, non abbiamo trovato niente».

Poi ha parlato dell’arresto di Scarano: «abbiamo questo monsignore che è andato in galera alludendo a monsignore arrestato per ipotesi di reato che coinvolgono anche l'uso dei conti presso lo Ior - pensate che sia andato in galera perché somigliava alla beata Imelda? E' uno scandalo, una cosa che fa male».

Ma il papa ha parlato anche della sua decisione di girare per il Brasile senza la macchina blindata: «Non c’è stato un incidente in tutta Rio in questi giorni, con meno sicurezza ho potuto stare con la gente, abbracciarla, è la sicurezza di fidarsi di un popolo. E’ vero c’è il pericolo che c’è un pazzo ma c’è il signore. Isolare il papa dalla gente è una pazzia, è io preferisco questa pazzia (di rinunciare all’imponente macchina della sicurezza, ndr). La vicinanza ci fa bene a tutti».

Poi papa Francesco  ha sciolto il ‘mistero’ sulla borsa nera con la quale si è imbarcato sull’aereo: «lì dentro non c’è la chiave della bomba atomica, io quando viaggio porto la borsa. Dentro c’è il rasoio, l’agenda, un libro da leggere. E’ normale, dobbiamo essere normali, è un po’ strano che quella foto ha fatto il giro del mondo, ma abituiamoci. E’ la normalità della vita».