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GIALLO KAZAKO, CARLO SIBILIA (M5S) CHIEDE LA TESTA DI ALFANO: «ROMA CAPITALE DI INTRIGHI E SOTTERFUGI»

«A sua insaputa si è compiuto piccolo colpo di stato»

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ROMA. Il deputato Carlo Sibilia del Movimento 5 Stelle ha cheisto ieri le dimissioni del ministro Angelino Alfano a seguito del ‘giallo kazako’.

«Il vostro esecutivo è contrario alle scelte del Paese», ha detto Sibilia, «è appoggiato da una schiera di personaggi obbligati alla più ottusa obbedienza. Sarebbe ridicolo se non si occupasse di cose serie, composto da personaggi incoscienti, non informati ed assenti. Questo è un paese dei contrari, è un paese dove gli F35 servono a fare la pace. Da noi il governo non c’è e se c’è non è informato e non agisce e non decide. I ministri sono facente funzione».

Poi l’affondo contro Alfano: «è proprio lei ministro che vogliamo allontanare dai suoi uffici e dalle sue non responsabilità. La vicenda kazaka è vergognosamente emblematica di questo governo che non esiste». Secondo Sibilia Roma caput mundi sarebbe stata trasformata «nella capitale degli intrighi e dei sotterfugi. A sua insaputa si è compiuto un piccolo colpo di stato. Chi ha dato l’input a questa operazione vergogna? Quale governo? Quello del satrapo kazako che si è affrettato a ringraziare o quello del cavaliere brianzolo che si è affrettato ad espatriare anche se, purtroppo, solo temporaneamente? O come sembra da entrambi i due, amicissimi tra loro, amici degli stessi amici ed entrambi amiconi di Paolo Scaroni, padre, padrone, padrino dell’Eni che ultimamente sembra il vero ministro degli esteri? Scaroni pregiudicato per tangenti, indagato per tangenti internazionali, dinamico e brillantissimo manager da 6 milioni all’anno. Anche lui è all’oscuro di tutto? Berlusconi è all’oscuro di tutto?»