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GIALLO KAZAKO, ALFANO SI DIFENDE: «IO NON NE SAPEVO NIENTE»

Relazione del ministro al Senato e alla Camera

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ROMA. «Sono qui a riferire su una vicenda di cui non ero stato informato, e non ne era stato informato nessun altro collega del Governo, nè il presidente del Consiglio e sono qui per riferire come e perché questo sia potuto accadere».
Ieri il vice premier e ministro dell'Interno Angelino Alfano ha riferito in aula al Senato e poi alla Camera sull'espulsione di Alma Shalabayeva e il giallo kazako.
«Non ne sapevo nulla, non ero informato», ha assicurato il numero due del Governo letta. «Resta grave la mancata informativa al governo sull'intera vicenda. Dobbiamo lavorare perchè ciò non accada mai più.
Per Alfano «nella prassi non esisteva obbligo di segnalazione al ministro sia perchè si trattava di una espulsione ordinaria, sia perchè non c'era nè evidenza nè consapevolezza che il marito della donna fosse un dissidente. Per questo motivo nessuna informazione è stata data al ministro. In nessuna fase della vicenda i funzionari italiani hanno avuto informazione alcuna che Ablyazov fosse un rifugiato politico e non un pericoloso latitante. Nel corso dell'intera istruttoria e dalla consultazione di tutta la documentazione fornita – ha continuato il ministro - non risulta che Alma Shalabayeva o i suoi difensori abbiano mai presentato o annunciato domanda di asilo, pur avendone la possibilità, né è risultato che la citata cittadina kazaka abbia mostrato o affermato di possedere un permesso di soggiorno rilasciato da paesi Schengen, cosa che hanno fatto i difensori solo in sede di ricorso contro il provvedimento».