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BAMBINO PALESTINESE DI 5 ANNI LANCIA SASSI, ARRESTATO

Denuncia del gruppo umanitario Betezlem

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HEBRON. Martedì scorso un bimbo palestinese di 5 anni e 9 mesi è stato fermato dall'esercito israeliano a Hebron, nei pressi della Tomba dei Patriarchi. Il piccolo è stato sorpreso mentre lanciava un sasso contro un’auto di coloni. E stato condotto per mano su uno dei mezzi dell’esercito. Ha tentato di ribellarsi piangendo e puntando i piedi. Alla fine è stato tenuto in custodia per più di due ore e poi rilasciato.
Il video è stato diffuso dal gruppo umanitario israeliano Betezlem, che ha chiesto spiegazioni alla magistratura militare ed esprime la preoccupazione che il fermo del piccolo non sia stato un caso isolato e chiede come esso si concili con il sistema giudiziario israeliano applicato in Cisgiordania secondo cui l'età minima di responsabilità criminale è di 12 anni.

LA RICOSTRUZIONE DI BETEZLEM
Sempre il gruppo umanitario ricostruisce i momenti successi al fermo: il bambino, che si chiama Wadi, è stato fatto salire su una jeep con un altro uomo palestinese ed è stato portato a casa. Lì i militari hanno informato la mamma che avevano intenzione di consegnare il bambino alla polizia palestinese. La donna ha chiesto di attendere almeno il ritorno del padre. Wadi ha trascorso la sua attesa nascosto dietro una pila di materassi, piangendo.
«Perché volete arrestare un bambino di cinque anni», ha chiesto il papà ai militari. «Un soldato in piedi accanto al funzionario mi ha mostrato una pietra e ha affermato che mio figlio l’aveva gettata, e che aveva colpito l'auto di un colono che stava guidando a nord. Ho cercato di persuadere l'ufficiale di non prendere Wadi. Sono andato all'interno della casa e ho trovato mio figlio che si nascondeva. Piangeva».
Il padre e il figlio sono stati portati alla base militare, dove sono stati trattenuti per mezz'ora. Poi, i soldati hanno ammanettato e bendato il genitore ed è stato portato in commissariato dove i soldati li hanno trattenuti un’altra mezz’ora. A quel punto è arrivato anche un ufficiale che ha interrogato Wadi e ha rimproverato i soldati per aver arrestato i due in presenza di telecamere («si sta danneggiando la nostra immagine pubblica»).
Poi, uno dei soldati ha slegato le mani del padre, gli ha tolto la benda e gli ha dato l'acqua. Pochi minuti dopo, un ufficiale del DCO palestinese ha trasferito i due in una stazione di polizia: lì sono stati brevemente interrogati e rilasciati.