INSULTI DISONOREVOLI

Rissa alla Camera tra Vacca (M5S) e Piccone (Pdl): commessi li separano

«Offese e parolacce per avergli detto che deve dimettersi»

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ROMA. Tensione alle stelle questa mattina alla Camera dei Deputati.
Pdl in rivolta dopo la decisione della Cassazione di fissare ad una data molto ravvicinata (il 30 luglio) la prima udienza del processo Mediaset.
Renato Brunetta ha chiesto tre giorni di sospensione dei lavori per discutere dei problemi interni al partito. Il Pd ha votato a favore ed è scoppiata la bagarre
quando i deputati M5S hanno urlato a quelli del Pd "Bravi, bravi, buffoni, buffoni". Mentre c'erano i coretti ed i deputati grillini andavano ai piedi dei settori dove siede il Pd, c'é stato un alterco tra Piero Martino del Pd ed un deputato del M5S. Martino gli ha lanciato addosso dei fogli ed é scattata la baruffa, con i commessi che hanno faticato non poco a separare i deputati Pd da quelli di M5S. Alla presidente Laura Boldrini non è rimasto altro che sospendere la seduta.
Ma tensione si è registrata anche tra il deputato pentastellato Gianluca Vacca e il deputato del Pdl, Filippo Piccone. 


«Piccone mi ha aggredito verbalmente», racconta Vacca, «mi ha detto ‘fro…’, ‘testa di c…’ vieni qua. Mi ha offeso con i gesti e mi ha minacciato anche fisicamente solo perché gli ho ricordato che si dovrebbe dimettere o da deputato o da sindaco di Celano, essendo abbondantemente scaduti i 3 mesi previsti per rassegnare le dimissioni».
Solo l’intervento dei commessi dell’aula, racconta Vacca, e la sua uscita dalla Camera hanno evitato degenerazioni.
«Evidentemente Piccone è un po' teso», denuncia ancora il parlamentare, «si sente franare il terreno da sotto i piedi, sa che la sua signoria sta per finire e che i cittadini lo scaricheranno alla prima occasione. Siamo alla farsa. Fino a ieri l’urgenza era quella di salvare il Paese che sta collassando su tutti i fronti, mentre oggi il Parlamento - con il voto favorevole del Pd – sospende i lavori a oltranza solo per dar seguito alla richiesta del Pdl di prender tempo per far fronte agli interessi e ai guai giudiziari di un solo, solito individuo: Berlusconi».