L'UDIENZA

Sanitopoli. I difensori chiedono assoluzione per Vito Domenici, Cosenza e Di Stanislao

Nell’udienza di oggi le arringhe finali dei difensori degli imputati

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 PESCARA.  Assoluzione "perché il fatto non sussiste" dal reato di associazione per delinquere e "per non aver commesso il fatto" dai reati di truffa e abuso.

Sono state queste le richiesta del difensore di Vito Domenici, assessore regionale alla Sanità all'epoca della giunta di centrodestra guidata da Giovanni Pace, nell'udienza del processo "Sanitopoli" su presunte tangenti nella sanità privata abruzzese nell'ambito della prima cartolarizzazione, anteriore al 2005. Nell'arringa, il legale di Domenici, Francesco Carli,  ha sottolineato di ritenere si tratti di un «processo organizzato intorno ad una serie di 'boatos'» e che la vicenda presenta «molte chiavi di lettura diverse e più plausibili di quelle dell'accusa».
 Riguardo al reato associativo, il legale ha aggiunto che «lo scenario delineato è stato smentito e pesantemente messo in discussione in fase istruttoria».
 L'attenzione di Carli si è incentrata poi su foglietto che sarebbe stato scritto dall'allora assessore e sarebbe stato relativo ad una riunione sulla riorganizzazione del settore sanitario, definendolo solo un appunto e non un ordine impartito, come ritenuto dall'accusa. Su questa linea, le dichiarazioni spontanee che lo stesso Domenici ha voluto rilasciare in aula con le quali ha spiegato che si trattava di un appunto «informale, preso di corsa durante una riunione e lasciato su qualche tavolo. Non l'ho dato io - ha detto -, ma è stato trafugato da qualche tavolo e portato qui».


 L'ex assessore ha aggiunto che nel foglio erano contenuti nomi, alcuni dei quali «sicuramente di mia iniziativa, altri provenienti da indicazioni emerse forse durante la riunione».
 Quindi, Domenici ha aggiunto che sulle copie del foglietto, allegato agli atti del processo, sono presenti "anomalie" come l'aggiunta di una parola e due date non scritte da lui.
Per Carli, «é un brogliaccio, un insieme di segni, probabilmente non proveniente da una unica fonte». Sempre oggi, hanno parlato anche i legali dell'ex direttore dell'agenzia sanitaria regionale, Francesco Di Stanislao e dell'ex responsabile delle Commissioni Ispettive Permanenti (Cip) istituite dalla Regione, Pierluigi Cosenza. Entrambi hanno chiesto l'assoluzione per i loro clienti. L'avvocato di Cosenza ha anche depositato una memoria difensiva.