LA VISITA

La presidente Boldrini a L’Aquila: «andate avanti e rimboccatevi le maniche»

Intervento in Consiglio e giro nel centro storico a pezzi

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L’AQUILA. La presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, è arrivata questa mattina a L'Aquila nella sua prima visita istituzionale.
Ad accoglierla il sindaco del capoluogo di regione, Massimo Cialente, che ha mostrato alla presidente l'edificio provvisorio della sede comunale.
«Mi fa piacere essere qui», ha detto Boldrini. «Bisogna andare avanti». E poi si è rivolta ai giovani: «dovete rimanere qui perchè quando c'è da rimettere in piedi un territorio dopo una tragedia ci sono più opportunità. Si devono motivare i singoli a mettersi a disposizione del bene comune. Il sindaco Cialente lo sta facendo, propone soluzioni credibili al Governo, non si è arreso anche ricorrendo ad atti eclatanti».
Boldrini ha anche ribadito che «bisogna rimboccarsi le maniche con più entusiasmo possibile perchè inizia una grande sfida».
Prima del suo intervento in Consiglio, la presidente ha applaudito allo 'sforzo' dell'amministrazione comunale per aver trovato una sede istituzionale che dà dignità alla stessa', segnale anche di «uno sforzo di chi vuole ricominciare».
Ma il Consiglio comunale dell'Aquila non è intervenuto compatto tanto che si sono registrate assenze sia in seno alla maggioranza di centrosinistra che in quella di centrodestra.

CIALENTE: «GRAZIE A BOLDRINI»
«Ringraziamo il presidente della Camera per aver accolto l'invito di venire all'Aquila», ha commentato invece Cialente, «abbiamo ottenuto con fatica un miliardo e duecentomila euro per sei anni e questo risolve il problema per il 2013, ma non c'é nulla dal 2014 fino al 2019, quindi il nostro cronoprogramma per ricostruire è vuoto. Abbiamo l'impressione che la vicenda L'Aquila sia un stata collocata in un punto molto basso dell'agenda di Governo viste le grandi questioni sul tappeto come quelle dell'Imu e dell'Iva. Nel 2014 - ha proseguito - abbiamo bisogno di un miliardo e 800 milioni, e poi per gli anni successivi di un miliardo l'anno, e al Governo abbiamo anche proposto due soluzioni: una con la cassa depositi e prestiti, come in Emilia, con l'erogazione di un miliardo l'anno; l'altra in accordo con l'Abi, per un prestito da parte della Bei con la restituzione in 40 anni».

«AIUTATE IL SINDACO»
I cittadini hanno invece chiesto a gran voce alla Boldrini, che ha effettuato un sopralluogo anche nel centro storico, di «aiutare il nostro sindaco».
La presidente della Camera si è fermata proprio davanti alla prefettura, uno dei simboli dei danneggiamenti provocati dal tragico sisma del 6 aprile 2009.
«Il sindaco sta facendo bene - ha replicato lei - e mi pare che abbia le idee molto chiare su come procedere. Da parte mia c'è il desiderio di ascoltare le istanze della popolazione e contribuire per essere utile».
In riferimento al giro tra le rovine del centro storico, la presidente Boldrini ha sottolineato che i centri storici sono il cuore, l'anima di ogni città, e in tal senso ha chiesto informazioni al sindaco sulle attività commerciali in centro storico e sul numero di abitanti. Davanti ai giornalisti la presidente ha ribadito che le istituzioni devono stare vicine ai cittadini che soffrono e che «quando il sindaco mi ha invitato, ho ritenuto un dovere essere qui».
L'onorevole Boldrini ha parlato ancora dell'ordine del giorno con il quale si invita il governo a impegnarsi nei confronti dell'Unione Europea per defalcare le risorse destinate alla ricostruzione dei territori colpiti dai terremoti dal debito pubblico italiano, sottolineando che «mi atterrò alle mie prerogative, spetta poi ai deputati difendere il proprio territorio», intendendo che devono essere i parlamentari a presentare l'istanza.
All'inizio della visita in centro la presidente della Camera ha preso un caffè nello storico Bar Nurzia, primo locale a riaprire nel centro, invitando i proprietari ad avere coraggio e tenere duro.

«COMMISSIONE D’INCHIESTA SU FONDI MANCANTI»
Intanto la senatrice Enza Blundo chiede l'istituzione di una commissione d'inchiesta sui fondi mancanti.
È di qualche giorno fa la notizia che la Corte dei Conti, sezioni riunite, in sede di relazione sul rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2012, ha quantificato i fondi a disposizione per la ricostruzione dell'Aquila in 3 miliardi di euro; tuttavia ne risultano erogati solo 500 milioni, sicché il governo stesso dovrà rendere conto dei restanti 2 miliardi e mezzo.
«Già dal mese di marzo, in qualità di cittadina al Senato per il Movimento 5 Stelle», spiega Blundo, «mi ero adoperata per far luce sull'uso delle risorse destinate alla ricostruzione post sisma dell'Aquila e del cratere, intervenendo in Senato con una esplicita richiesta di istituzione di una commissione di inchiesta parlamentare sul punto. Ma nonostante il mio continuo interessamento sulle tematiche legate alla ricostruzione, la richiesta non ha avuto seguito. Dunque il Movimento 5 Stelle si mobiliterà, anche alla luce del recente intervento della Corte dei Conti, per accelerare l'attività di indagine, a livello istituzionale e territoriale, affinché chiarisca ai cittadini le motivazioni delle mancate erogazioni di denaro, le eventuali responsabilità e al fine di destinare e liquidare senza ritardo le dovute somme alle zone terremotate».