IL PROCESSO

Iniziato il processo al bombarolo contro le «ingiustizie sociali»

Roberto Di Santo aveva seminato il panico per qualche giorno con attentati incendiari

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PESCARA. E' stata rinviata al 22 ottobre 2013 davanti al Tribunale collegiale di Pescara l'udienza riguardante Roberto Di Santo, il 58enne di Roccamontepiano (Chieti), arrestato a gennaio 2013 a Rosciano dopo dieci giorni di latitanza, con l'accusa di vari atti incendiari a Pescara e a Chieti.

 L'uomo, su richiesta del pm Silvia Santoro, sara' giudicato con il giudizio immediato. Intanto oggi si sono costituite le parti civili e sono state ammesse le prove. Inoltre il Tribunale ha messo agli atti il provvedimento che fissa il limite della misura cautelare al mese di marzo 2014. Nello specifico l'uomo e' accusato di aver piazzato un ordigno incendiario a Cepagatti, di aver dato fuoco alla macchina della sorella davanti al Tribunale di Chieti e di aver appiccato un incendio in una ex casa famiglia, sempre nel chietino. Al termine dell'udienza il difensore di Di Santo, l'avvocato Roberto Di Loreto, ha detto che il suo assistito, rinchiuso in carcere a Pescara, chiede continuamente libri da leggere, in particolare di filosofia del diritto, e che «sta facendo un percorso di ravvedimento».