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Abruzzo/Razzi colto in fallo: nome del ministro dell’Intregrazione? «Deiàn? Deièn? Non lo so»

«Nessuno tentò di comprarmi, mia bugia per farmi voler bene da Di Pietro»

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ROMA. Antonio Razzi, senatore abruzzese del Pdl ha partecipato oggi alla trasmissione radiofonica ‘Un giorno da Pecora’ (Radio2).
Da quando è entrato in Parlamento l’esposizione mediatica del politico è aumentatA a dismisura. Dopo passaggi a Le Iene e in altre trasmissioni radiofoniche continua il suo tour e regala sempre perle preziosissime.
Questa mattina Razzi ha ammesso che la sua elezione è stata «anche un colpo di fortuna» e che a volte «le strade del signore sono infinite».
Il senatore azzurro ha ringraziato anche Di Pietro per averlo candidato tanti anni fa con l’Italia dei Valori nella circoscrizione estero ma il giornalista Sabelli Fioretti gli ha fatto notare che oggi l’ex pm di mani pulite lo definisce ‘traditore’. «Io non ho mai tradito nessuno», assicura Razzi che ricorda che quando nel 2010, insieme a Scilipoti salvò Berlusconi lo fece esclusivamente per «senso di responsabilità per il bene del Paese…e poi quanti ne sono passati da destra a sinistra e da sinistra a destra…sono 161, come mai se la prendono sempre con noi?»


Razzi ha definito inoltre «fantasie» le sue stesse denunce di compravendita del 2010 da parte del Pdl, fatte quando stava nell’Idv. Il video fece scalpore e ancora oggi resta una prova concreta di quello che il deputato pensava all’epoca. Ma oggi smentisce tutto. «Sono tutte fantasie mie, raccontate di proposito sperando che Di Pietro mi volesse più bene. Volevo che almeno mi salutasse, che rispettasse le persone, io alla fine sono anche un essere umano. Sono una persona seria e Berlusconi non mi ha mai offerto niente».
Ce l’ha il vitalizio?, ha chiesto l’intervistatore. «Tutto a posto», ha replicato.
Sul processo Ruby dice che Berlusconi (condannato a 7 anni questo pomeriggio) è innocente e che le accuse sono tutte «fantestorie» o «barzellette che vengono fuori, umorismo».
Il senatore è stato poi interrogato: il nome del ministro dell’integrazione? «E’ troppo difficile, non lo so. Deiàn, Deièn, come si chiama?». Il ministro degli affari regionali? «Non mi ricordo». Ricorda però Bonino (Esteri) e Cancellieri (Giustizia). Alla Cultura ci ha messo Carrozza che in realtà è all’Istruzione.
Altri cambi di casacca, assicura, non ci saranno: «l’ho fatto allora perché mi sentivo giù moralmente». Spiega che la sua diaria non la devolverebbe ad altri («ci sono leggi da rispettare»).

FACEBOOK
Nei giorni scorsi Razzi ha avuto una disavventura con il suo profilo Facebook dove aveva condiviso un link bufala che prometteva di mostrare un video per adulti di una ragazza nella propria camera. Dopo quell’incidente aveva annunciato che avrebbe lasciato i social network. In realtà il suo profilo è ancora attivo. Solo qualche giorno fa ha espresso critiche nei confronti dei troppi che lo deridono per il suo accento sgangherato (ha vissuto molti anni in Svizzera): «in Parlamento ho portato la semplicità che mi ha sempre caratterizzato ma tra i miei colleghi sembra non apprezzata abbastanza. Per non parlare della stampa che intende solo approfittare sottolineando gli errori di pronuncia che sistematicamente compio parlando davanti ai microfoni».

IL VIDEO: «IO PENZO AI CA**I MIEI»