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Teramo Calcio. L'amarezza degli sconfitti. Cappellacci e Campitelli: «onore ai vincitori»

Il tecnico amareggiato pensa seriamente all'addio

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TERAMO. C'è grande amarezza in casa Teramo dopo la sconfitta al Fattori per 2-1 con L'Aquila che ha sancito la promozione nell'ex C1 dell'undici del capoluogo.
La Prima Divisione sfumata soltanto in finale però non macchia una stagione comunque positiva per i colori biancorossi, che soltanto 12 mesi fa lottavano per la promozione dalla Serie D alla Seconda Divisione. La bontà del progetto teramano è fuori discussione, con il club di Campitelli che dovrà soltanto salvarsi l'anno prossimo per raggiungere la Prima Divisione. Il tutto per effetto della riforma dei campionati di Serie C, con la scomparsa della Seconda Divisione. Il Teramo però, visti i tanti problemi economici dei club di Lega Pro, spera in un eventuale ripescaggio o addirittura in una Serie C unificata un anno prima del previsto. Ipotesi molto difficile ma non da escludere a priori.
«In finale ha vinto la squadra che più ha meritato e che ha fatto meno errori» – ha raccontato amareggiato il tecnico del Teramo, Roberto Cappellacci – «L'Aquila ha fatto gol su palle inattive e sfruttato le occasioni da gol create. Cosa che non abbiamo saputo fare noi sia nella gara di andata sia in quella di ritorno».
Non è un segreto che Cappellacci mediti l'addio: «a fine stagione mi incontrerò con la società e vedremo il da farsi. Ho un anno di contratto ma bisogna vedere le intenzioni della società».
Deluso ma orgoglioso dei suoi ragazzi anche il presidente del Teramo, Luciano Campitelli: «i ragazzi hanno dato il massimo al cospetto di una squadra forte che ha giocato una gara attenta ed equilibrata. Ora pensiamo al futuro. Ripescaggio? Aspettiamo qualche giorno e poi valuteremo, come faremo attente valutazioni anche sul tecnico Cappellacci».
Andrea Sacchini