CALCIO

Delfino Pescara. Bagno di folla per Pasquale Marino: «io e il Pescara a caccia del riscatto»

Prime parole del nuovo tecnico biancazzurro: «convinto dal progetto, ho aspettato il Pescara»

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PESCARA. Prime parole da nuovo tecnico del Pescara per Pasquale Marino, che prima del consueto bagno di folla al Porto Turistico di Pescara è stato presentato in conferenza stampa allo stadio Adriatico di Pescara. Voglia di rivincita dopo alcune stagioni deludenti, proprio come il Pescara appena retrocesso dalla A, determinazione ed il primo obbiettivo di dare un'identità precisa alla squadra in vista dell'inizio del campionato.
Alla prima del mister presenti il patron Daniele Sebastiani, il responsabile dell'area tecnica Giorgio Repetto, il nuovo socio del club Victor Mesa, il vicepresidente Gabriele Bankowski, l'amministratore delegato Danilo Iannascoli.
«Mi sono incontrato molto tempo fa col presidente» – fa il suo esordio il neo tecnico Pasquale Marino – «ho avuto la percezione che potevo essere io l'allenatore del Pescara nonostante i tanti nomi fatti. Avrei accelerato con altre trattative se ci fossero stati altri davanti a me dopo Zeman, che qui ha fatto un lavoro straordinario. Sono felice di essere qui in una città ospitale a 2 passi dal mare. Ho visto negli occhi del presidente e nelle sue intenzioni grande voglia di riscatto dopo la retrocessione».
Convinto cultore del 4-3-3 e del 3-4-3, l'idea è quella di ripartire da questi 2 moduli: «bisognerà prima trovare i giocatori bravi ed adatti al modulo. Altrimenti faremo altro anche perché non possiamo fossilizzarci su un solo modulo. Bisogna vedere le qualità che ci sono in organico anche perché se i giocatori sono adatti per giocare con 2 punte, certo non sarò io a stravolgere tutto».
«Quello che conta è sempre la mentalità» – prosegue Marino – «i numeri valgono fino ad un certo punto. Cercheremo di praticare un calcio sbarazzino. Per farlo conta molto la mentalità, la voglia ed il coraggio più che la tecnica di base. Giocatori di carattere sono fondamentali in una squadra».

SERIE B E ROSA GIÀ DEFINITA PER IL RITIRO
Sul campionato di B che verrà: «è ancora presto per valutare la competitività della serie cadetta. È inutile ora fare valutazioni future anche perché molte squadre potranno rafforzarsi. Pensiamo a dare un'identità precisa alla nostra squadra. Dobbiamo avere una nostra fisionomia e non cambiare in base all'avversario che andremo ad affrontare».
«Il momento decisivo del campionato?» - va avanti Marino – «penso che dopo la sosta invernale chi vorrà andare in Serie A dovrà fare lo scatto decisivo».
I biancazzurri partiranno in ritiro a luglio a Rivisondoli, in Abruzzo: «sarà fondamentale arrivare in ritiro con un gruppo di giocatori già definito. È importante iniziare il campionato con certi automatismi e movimenti di squadra già collaudati. Cercheremo di lavorare sul numero giusto di giocatori per evitare che il lavoro estivo vada disperso».
Sul mercato in entrata: «è importante trovare il giusto mix di giovani ed esperti. Questi ultimi servono soprattutto per trainare e per tirare fuori maggiori qualità e carattere agli elementi più giovani ed esperti. Dell'attuale rosa chi ha grandi motivazioni resterà. Per loro servirà voglia, determinazione e cattiveria».

IL PASSATO NEGATIVO A PARMA E GENOVA
Parma e Catania sono state 2 tappe negative nel percorso professionale di Marino: «a Parma giocavamo bene soltanto a sprazzi. Sono state esperienze non positive e sicuramente ho sbagliato anche io perché non sono riuscito a dare un'identità precisa alla squadra. A Genova ho allenato poco per essere giudicato con completezza. Sono contento però di aver fatto tanta gavetta dai campi di D e C prima di arrivare prima in B e poi in Serie A. Non ho paura di ripartire da Pescara e non sono abituato ad avere la tavola già apparecchiata».

IL NUOVO SOCIO VICTOR MESA
«Questa è un'esperienza diversa» – racconta Victor Mesa, che ha sottoscritto da pochi giorni il 10% delle quote del sodalizio adriatico – «vogliamo creare sinergie con Spagna e Sud America. È un piacere essere qui a Pescara. Ci sono diversi obbiettivi che si possono raggiungere. Il principale è creare un ponte di tecnici e di giovani tra le varie società, Pescara, Wanderers di Montevideo e Recreativo Huelva».
«Sono qui a Pescara grazie anche all'amico Gabriele Bankowski» – chiude Mesa – «i contatti sono già stati avviati e Rodriguez sarebbe venuto a Pescara se non fosse stato extracomunitario. Resterò con il 10% delle quote, poi vedremo in futuro».
Andrea Sacchini