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Acqua pubblica, Castaldi (M5S) in Parlamento: «avete calpestato volontà dei cittadini»

«Mostrate le spalle alla volontà popolare»

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ROMA. «Sono passati due anni dal referendum sull'acqua pubblica, 27 milioni di italiani hanno bocciato l'obbligo di privatizzazione degli acquedotti pubblici ed il rendimento minimo garantito del 7 per cento sul capitale investito. Ma voi non avete fatto niente»
Il senatore del Movimento 5 Stelle è intervenuto ieri in Senato chiedendo di rispettare il risultato del referendum svolto 24 mesi fa.
«Dentro il Parlamento, qui al Senato», ha detto il parlamentare abruzzese, «noi cittadini del Movimento 5 Stelle siamo quelli che vogliono ancora l'acqua pubblica, quelli che credono ancora che un bene universale fondamentale per la vita non debba essere affidato alle logiche del mercato e del profitto. Vogliamo continuare a rappresentare la grande coalizione che ha vinto il referendum per l'acqua bene comune nel giugno 2011. Oggi non possiamo continuare a svuotare di sostanza la nostra democrazia non rispettando gli esiti di una volontà popolare chiarissima. È sommo disonore continuare a mostrare le spalle politiche alla volontà popolare e far prevalere la preoccupazione magari di sanare gli abusi, tollerare gli impuniti, essere indulgenti con i soprusi. Come si può leggere nella relazione di accompagnamento alla proposta di legge di iniziativa popolare che il Forum ha elaborato, le istituzioni economiche, finanziarie e politiche che per decenni hanno creato il degrado delle risorse naturali e l'impoverimento idrico di migliaia di comunità umane oggi dicono che l'acqua è un bene prezioso e raro e che solo il suo valore economico può regolare e legittimare la sua distribuzione. Noi sappiamo che non è così. Sappiamo che dobbiamo dare seguito al mandato ricevuto da 27 milioni di elettori, a due anni dal referendum. Per questo favoriremo la costituzione dell'intergruppo promossa dal Forum italiano dei movimenti per l'acqua, e vi aderiamo. L'acqua è di tutti, per una vera democrazia del bene comune».