LA PROTESTA

Abruzzo/Sasi, distacchi per morosità: comitato Acqua Bene Comune consegna 103 diffide

«Bisogna guardare le necessità dei più poveri»

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LANCIANO. In occasione del secondo anniversario del referendum, il Comitato Acqua Bene Comune di Lanciano ha consegnato ieri alla Sasi, ente gestore idrico del chietino, la prima tranche di diffide dei cittadini.
Oltre cento contenenti l'eliminazione della quota di remunerazione del capitale ancora illegalmente contenuto in bolletta e per protestare contro i distacchi totali di acqua ai cittadini in difficoltà.
«Tutti», dicono al Comitato, «devono far sentire la propria voce contro una gestione verticistica, sorda e totalmente asservita più ad interessi privatistici che al bene comune. La morosità va recuperata, ma bisogna guardare alle esigenze dei più poveri».


E sempre il comitato chiede ai sindaci di convocare subito un'assemblea «per dare un chiaro indirizzo politico al cda della Sasi sul recupero delle morosità» e di non procedere a distacchi totali, non caricare sugli utenti le spese legali e valutare fasce di esenzione in base al reddito.


«Certamente e' dovere di un buon amministratore recuperare le morosità e a nostro avviso indagare anche sul tipo di morosità accertate e sul perchè siano arrivate ad un livello così diffuso», commentano Ines Palena e Amanda de Menna: «non è però accettabile che non si provi neanche a distinguere la cosiddetta morosità incolpevole , quella dovuta ad esempio agli effetti della crisi che da più di 3 anni condanna una grossa fetta del nostro paese a vivere ormai sull’ orlo della povertà. Ci chiediamo infatti come mai la SASI, a differenza di altre società di gestione dei servizi idrici in Italia, non abbia applicato una politica di distacco parziale (al 75% ad esempio) anzichè totale del servizio, garantendo in questo modo alle utenze comunque un quantitativo base di acqua, per poter dare alle famiglie condizioni minime di igiene e decoro. Ci chiediamo anche come mai la Sasi abbia incaricato un pool di avvocati per la riscossione dei crediti, anzichè procedere con i propri uffici, e che pertanto i cittadini debbano, oltre a pagare il dovuto, caricarsi anche i circa 100 di spese legali».