GOVERNO MONDIALE

Club Bilderberg a Londra, Movimento 5 Stelle tenta l’incursione

«Inaudita mancanza di trasparenza»

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LONDRA. «Quando qualche mese fa ci siamo riuniti con Beppe Grillo in un agriturismo romano c’erano giornalisti ovunque, anche sui tetti. Perché qui non c’è nessun esponente della stampa mondiale?»
     Se lo sono chiesti i deputati del Movimento 5 Stelle Carlo Sibilia e Paolo Bernini che nei giorni scorsi sono volati a Londra dove si è riunito il club Bilderberg per l’annuale riunione riservata alle personalità più influenti del mondo economico, politico e bancario. I partecipanti (circa 130 ogni anno) trattano una grande varietà di temi globali, economici, militari e politici.
    Molti partecipanti al gruppo Bilderberg sono capi di Stato, ministri del tesoro e altri politici dell'Unione Europea ma prevalentemente i membri sono esponenti di spicco dell'alta finanza europea e anglo-americana
    
    Come da tradizione l’incontro è riservatissimo, le discussioni durante questa conferenza non sono mai registrate o riportate all'esterno anche se quest’anno è stato fatto qualche piccolo passo avanti in nome della trasparenza: sul sito internet è comparsa la scaletta dei temi e la lista dettagliata di tutti i partecipanti.
A quest’edizione hanno partecipato anche 7 italiani Franco Bernabé (Telecom Italia), Lilli Gruber, l’ex premeir Mario Monti, Enrico Tommaso Cucchiani (Intesa Sanpaolo), Gianfelice Rocca (Techint), Alberto Nagel (Mediobanca) ed Emanuele Ottolenghi (scrittore e accademico).  (Qui tutta la lista al completo)
Proprio per via della ‘riservatezza’ delle discussioni questi meeting sono spesso oggetto di critiche e di varie teorie del complotto.
«Contestiamo che questo meeting sia completamente oscuro», denunciano i deputati del Movimento 5 Stelle, «dal momento che partecipano anche esponenti del governo italiano. Quest’anno c’è l’ex premier Mario Monti, mentre l’anno scorso ha partecipato l’attuale premier Enrico Letta».
I due grillini hanno provato a mostrare il loro tesserino da deputati alle guardie che presidiavano la zona ma sono stati invitati ad allontanarsi, come tutti gli altri contestatori che in maniera pacifica chiedevano ai big della terra di dare informazioni sulla loro attività.
 
 LA STORIA DEL GRUPPO TRA MISTERI E COMPLOTTISTI
La prima conferenza si tenne il 29 maggio 1954 presso l'hotel de Bilderberg a Oosterbeek, vicino Arnhem, in Olanda. L'iniziativa di tale prima conferenza fu presa da molte persone, incluso il politico polacco Józef Retinger, preoccupato dalla crescita dell'antiamericanismo nell'Europa occidentale e col fine di favorire la cooperazione tra Europa e Stati Uniti in campo politico ed economico, anche in ottica di difesa.
Per quella prima conferenza furono contattati il principe Bernhard van Lippe-Biesterfeld, il primo ministro belga Paul Van Zeeland e l'allora capo della Unilever, l'olandese Paul Rijkens. Il principe Bernhard van Lippe-Biesterfeld a sua volta coinvolse Walter Bedell Smith, capo della CIA. La lista degli ospiti fu redatta invitando due partecipanti per ogni nazione, uno per la parte liberale e l'altro per l'opposta parte conservatrice. Cinquanta delegati da undici paesi europei insieme a undici delegati statunitensi parteciparono a quella prima conferenza.
Il successo di questo primo incontro spinse gli organizzatori a pianificare delle conferenze annuali. Fu istituita una commissione permanente con Retinger nel ruolo di segretario permanente. Alla morte di Retinger divenne segretario l'economista tedesco Ernst van der Beugel nel 1960 e in seguito la posizione fu rivestita da Joseph E. Johnson, William Bundy e altri.
Molti partecipanti al gruppo Bilderberg sono capi di Stato, ministri del tesoro e altri politici dell'Unione Europea ma prevalentemente i membri sono esponenti di spicco dell'alta finanza europea e anglo-americana.
In questi anni però si è sviluppata tutta una letteratura alimentata anche dalla poca trasparenza che è sfociata nel complottismo che prolifera nella Rete
Uno dei libri più conosciuti è "il Club Bilderberg" di Daniel Estulin che scrive
«Nessun giornalista ha mai avuto accesso alle riunioni che fino a poco tempo fa si sono svolte presso l’Hotel Bilderberg, in una piccola cittadina olandese. Nessuna notizia è mai filtrata da quelle stanze, anche se – come dimostrano le pagine di questo libro – è durante questi incontri che vengono prese le decisioni più rilevanti per il futuro di tutti noi».


Dalle note di copertina si legge che il libro è frutto di un’indagine serrata e pericolosa durata oltre 15 anni, e l’inchiesta svela per la prima volta quello che non era mai stato detto prima, rendendo noti i giochi di potere che si svolgono a nostra insaputa.
«Dalla privacy armata che la protegge, la classe dirigente globale detta legge su politica, economia e questioni militari. La dettagliata opera di Estulin dimostra come il Club Bilderberg sia stato coinvolto nei maggiori misteri della storia recente, dal Piano Marshall allo scandalo Watergate, come da questa élite emergano le figure chiave dello scacchiere internazionale – presidenti USA, direttori di agenzie come CIA o FBI, vertici delle maggiori testate giornalistiche – e come da questi incontri nascano le linee guida della globalizzazione».
L’autore del libro ha poi confessato: «nel 1996 cercarono di uccidermi, nel 1998 di sequestrarmi, nel 1999 di corrompermi, nel 2000 di arrestarmi, e l’anno dopo mi offrirono un assegno in bianco se avessi taciuto una volta per tutte».