ANTENNE DRIZZATE

Abruzzo/Antenne San Silvestro, in 15 in sciopero della fame

«Andremo avanti ad oltranza»

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PESCARA. Quindici attivisti del comitato 'No Elettrosmog', impegnato da anni da anni nel chiedere la delocalizzazione delle antenne di San Silvestro a Pescara, hanno ricominciato lo sciopero della fame.
Sono Marino, Giancarlo, Lamberto, Adriano, Ettore, Barbara, Brunella, Mara, Assunta, Francesco, Tommaso, Ugo, Lucio, Alessandro e Piero. Si sono pesati pubblicamente alla presenza dei giornalisti.
Loro sono pronti ad interrompere il digiuno se Rai Way e gli altri operatori di rete (Mediaset, Rete8, Tvq ecc) mostreranno pubblicamente, o manderanno, anche tramite corriere, le copie delle autorizzazioni ministeriali rilasciate per l’esercizio dei loro impianti ubicati nel sito di San Silvestro.
Il Tg3 Abruzzo di sabato ha tenuto a precisare che in merito alle autorizzazioni Ray Way non è stata sanzionata nè dall’Agcom, né dal Ministero, né dall’Ispettorato Territoriale di Sulmona, come a dire che i propri impianti sono in regola.
Ma per il comitato la notizia data dalla Rai «è al solito incompleta»: «la Guardia di Finanza nel 2011 ha verbalizzato Ray Way proprio per l’assenza di autorizzazioni. Come mai non è stato detto? Eppure è informazione pubblica e non di parte».


«Andremo avanti», hanno annunciato, fino a quando «non arriverà - affermano - un'apposita delibera del Consiglio comunale o non intervenga la magistratura».
«Il Comune - spiegano i manifestanti - può fare una delibera in cui si stabilisce l'inidoneità del territorio comunale di Pescara ad ospitare impianti radiotelevisivi e, di conseguenza, non potrebbero più essere rilasciate autorizzazioni. Inoltre - aggiungono -, siamo pronti a sfidare le emittenti: se loro ci presentano una copia delle autorizzazioni ministeriali relativa agli impianti di San Silvestro, noi stoppiamo lo sciopero».
«Quegli impianti - ribadiscono i cittadini - sono abusivi, perché il sito è stato cancellato dal 1998. E' un'illegalità». Alle circa 20 persone che stanno già scioperando da sabato scorso, secondo i promotori dell'iniziativa, dovrebbero presto aggiungersi altri manifestanti.


«Per noi, ovviamente, è un sacrificio non indifferente - concludono al comitato -, ma non sappiamo davvero più cosa fare».
Intanto il sindaco Luigi Albore Mascia e il presidente della Provincia, Guerino Testa, hanno scritto una lettera congiunta al presidente dell'AgCom, Angelo Marcello Cardani, a cui viene chiesto un pronunciamento ufficiale in tal senso. Nel sottolineare che «Pescara, le sue istituzioni e soprattutto i residenti di San Silvestro non possono continuare a convivere in una continua incertezza circa il futuro di quegli impianti», Mascia e Testa, nella lettera, ripercorrono le tappe della vicenda: dal «risultato storico» dell'eliminazione del sito dal nuovo Piano Nazionale delle Frequenze, fino alla «battuta d'arresto» rispetto ad un processo «costruito con tanta fatica ed impegno», con la deliberazione che consentirebbe di reinserire il sito tra quelli di possibile utilizzo.
Parlando di una «situazione di grave allarme sociale nella popolazione residente» e di «manifestazioni eclatanti e senz'altro pericolose per la sicurezza collettiva, considerato il livello di esasperazione raggiunto dopo anni di speranze deluse», il sindaco ed il presidente della Provincia chiedono a Cardani «di voler fornire, ove possibile, rassicurazioni in ordine alla volontà dell'Agcom di mantenere il sito di San Silvestro al di fuori di quelli eligibili come sede delle antenne radiotelevisive».