L'UDIENZA

Sanitopoli. Nuovo colpo di scena in aula: «Quarta chiese ai consulenti di manipolare le foto di Angelini»

Altro colpo di scena ieri nell’udienza del maxiprocesso su presunte tangenti nella sanità

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ABRUZZO. Intercettazioni telefoniche che risalgono a più di un anno fa nelle quali Lamberto Quarta parla con i consulenti tecnici di parte chiedendo di modificare, alterare o in qualche modo manipolare le immagini delle fotografie prodotte da Vincenzo Angelini.
Si tratta delle fotografie che proverebbero le dazioni dell’ex patron di Villa Pini a Ottaviano Del Turco a casa sua. Nelle scorse udienze i periti di parte avevano segnato un punto a loro favore parlando di incongruenze nelle foto e nelle date che non potevano essere state scattate nel giorno in cui si presume sia avvenuta la dazione.
Ieri in aula, alla fine della ennesima lunga udienza del processo che vede imputati l’ex governatore Ottaviano Del Turco e altri, il pm Giampiero Di Florio ha chiesto al collegio giudicante di acquisire delle intercettazioni telefoniche captate durante la fase pescarese dell’inchiesta “Caligola” che ha investito il gruppo Ecosfera di Gruttadauria e portato all’arresto, fra gli altri, ancora di Lamberto Quarta a gennaio dello scorso anno.


Il pm nel suo breve intervento –pur non citando letteralmente le intercettazioni- ha fatto capire che Quarta chiese ai periti della difesa un intervento sulle foto per far sembrare più alta la persona fotografata. In questo modo sarebbe stato impossibile identificare Angelini.
A portare ai periti i documenti necessari, presumibilmente una vecchia carta d'identità dell’ex patron di Villa Pini, sarebbe stato l'ex capogruppo del Pd Camillo Cesarone.
La richiesta di Di Florio segue una precisa domanda al consulente Maurizio Arnone nella scorsa udienza quando gli chiese se avesse ricevuto pressioni per screditare il contenuto dell’immagine. Seguì la consueta bagarre e la protesta degli avvocati di Del Turco.
Qualche settimana fa proprio nell’aula 1, Arnone, per 15 anni responsabile della polizia scientifica di Roma, sostenne che la persona delle foto, in particolare quella ritratta all'ingresso dell'abitazione di Collelongo, non poteva essere l'ex imprenditore della sanità

Questo perché, spiegò, la figura risulta alta tra 1.72 cm. e 1.78 cm., mentre Angelini ha dichiarato di essere alto 1.69cm.
Arnone spiegò di essere giunto a queste conclusioni utilizzando il metodo della sovrapposizione delle immagini con i parametri dell'asta metrica e del riallineamento dell'asta con la figura, e tenendo conto dei contributi correttivi. 


Alla richiesta di acquisizione delle intercettazioni, ieri mattina, si è opposto l’avvocato Rodriguez in sostituzione dei colleghi Milia e Caiazza, ieri assenti.
La vicenda getta nuove ombre sul processo già scosso da fattori endogeni ed esogeni, come la perpetua campagna stampa contro la procura, processi paralleli sul fallimento del principale accusatore di Del Turco, rivelazioni sulla presunta manipolazione delle foto, presunte false dichiarazioni e molto altro veleno ancora.
Solo due giorni fa i periti avevano svelato le incongruenze delle foto impossibili e l’avvocato Femminella aveva giocato il suo asso nella manica producendo la prova che il giubbino blu della foto del 2007 era stato fabbricato anni dopo.
Se fosse vero che Quarta abbia davvero indotto i periti di parte a produrre una relazione “viziata” la cosa non sarebbe di poco conto. Ma la verità storica potrebbe divergere da quella processuale per motivi procedurali visto che con molta probabilità il giudice Carmelo De Sanctis dovrà rigettare la richiesta del pm perché la norma non prevede in questo caso la acquisizione di intercettazioni da altro procedimento.


Sempre durante l'udienza di ieri sono stati ascoltati i testimoni dell'ex manager della Asl di Chieti, Luigi Conga. Tra loro è stato citato l'ex presidente della Giunta regionale di centrodestra, Giovanni Pace, già assolto con rito abbreviato nell'ambito del procedimento. Pace si è avvalso della facoltà di non rispondere in quanto la procura ha presentato ricorso in appello contro la sua assoluzione. Altri testimoni, tra cui la ex moglie e la ex suocera di Conga, hanno riferito di aver incontrato due volte l'ex patron di Villa Pini, Vincenzo Maria Angelini, e di aver ricevuto una volta minacce dall'imprenditore che voleva parlare a tutti i costi con Conga. L'autista dell'ex manager ha affermato di non averlo mai accompagnato da Angelini. E' stata ascoltata anche una nipote chiamata a riferire circa la Porsche Cayenne in cui al momento dell'arresto dell'ex manager, nel luglio 2008, fu trovata una valigetta contenente 113 mila euro in contanti. La prossima udienza di Sanitopoli si terrà lunedì 20 maggio.


Alessandro Biancardi