RIFIUTI D'ORO

Abruzzo/ Trasferiti 2 milioni da impianto compostaggio pubblico a due privati: sindaci in rivolta

Richiesto accesso agli atti

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ABRUZZO. Fondi regionali per il centro di compostaggio pubblico della Segen trasferiti a due impianti gestiti da società private.

Dodici sindaci dei comuni marsicani e del comune de L'Aquila sono sul piede di guerra e chiedono spiegazione alla Provincia e al presidente Antonio Del Corvo. Richiesto anche l'accesso agli atti.
In sostanza, due milioni di euro destinati dai fondi Fas alla Segen per l'impianto di San Giusta, nel comune di Sante Marie, sono stati dirottati per l'ampiamento degli impianti Cogesa e Aciam. Tutto ciò tramite un intervento dell'amministrazione provinciale.

I sindaci chiedono a Del Corvo chiarimenti su questa anomalia domandandosi «quale sia la giustificazione che decreta l'ampiamento degli impianti di privati Cogesa e Aciam a discapito di un impianto pubblico. Perché», si chiedono, «contrastare i voleri dei comuni costringendoli a conferire negli altri due impianti?».
«La decisione», affermano i sindaci Massimo Cialente (L'Aquila), Maurizio Di Marco Testa (Tagliacozzo), Antonino Lusi (Capistrello), Domenico Palma (Luco dei Marsi), Raffaelino Tolli (Civitella Roveto), Lorenzo Berardinetti (Sante Marie), Mauro Tordone (Balsorano), Canistro (Antonio Di Paolo), Aurelio Maurizi (Castellafiume), Sara Cicchinelli (Civita d'Antino), Roberto D'Amico (Morino) e Giulio Lancia (San Vincenzo Valle Roveto), «sentenzia la chiusura di un importante impianto pubblico ritenuto "scomodo" alla realizzazione di piani di sviluppo economici di altri ambiti territoriali. E ciò è illogico perché non viene salvaguardato un impianto pubblico previsto dalla pianificazione di settore sia Regionale, sia provinciale».

Secondo il documento sottoscritto dai sindaci e dalla Segen, presieduta da Fernando Capone, e inviato al presidente della Provincia «nonostante i finanziamenti ottenuti in passato, le tariffe di conferimento di Aciam e Cogesa sono palesemente troppo elevate, e le ditte essendo private non danno conto delle tariffe applicate».
Si chiede al riguardo un controllo di Regione e Provincia. La richiesta è quella di una «rettifica dei finanziamenti», altrimenti i sindaci annunciano battaglia.

Sulla questione è intervenuto anche il vicepresidente del Consiglio regionale, Giovanni D'Amico, che ha chiesto delucidazioni all'assessore regionale Di Dalmazio e al presidente Gianni Chiodi diffidando a bloccare il provvedimento. Secondo D'Amico, «trattandosi di fondi Fas, possono essere affidati direttamente alla Segen perché società pubblica, mentre per le altre due si va a determina un aiuto di Stato che è contro le legge. La procedura utilizzata dalla Provincia», ha aggiunto D'Amico, «non è conforme alla legge perché il vicepresidente del consiglio provinciale, con delega di Del Corvo, ha modificato un protocollo che deve passare invece per il consiglio».
«La Regione», afferma il consigliere provinciale di opposizione, Lorenzo Berardinetti (Pd) e sindaco di Sante Marie, «ha concesso 2 milioni di euro per la ricostruzione dell'impianto Segen distrutto da un incendio sospetto. Ora ha però improvvisamente sospeso il finanziamento all'impianto dei Comuni come espressamente richiesto dalla Provincia. Per capire cosa sia accaduto ho fato richiesta di accesso agli atti in Provincia».