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Abruzzo/Ombrina Mare: parlamentari abruzzesi disertano l’incontro con gli ambientalisti

Su 18 invitati arrivano solo in 3

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ABRUZZO. Dei 18 deputati e senatori eletti ed invitati all’incontro alla fine ne sono arrivati solo tre.
Ieri mattina la provincia di Chieti aveva convocato i parlamentari abruzzesi insieme alle associazioni e i sindaci del territorio, gli esponenti della Regione e della provincia di Pescara, ad un mese esatto dalla grande manifestazione del 13 aprile per fare il punto sulle iniziative intraprese e da intraprendere in difesa dell’ambiente e dell’economia abruzzese contro l’insediamento petrolifero Ombrina Mare e più in generale contro quella che viene ormai definita la “petrolizzazione” dell’Abruzzo.
Alla fine si sono presentati solo la senatrice aquilana del Movimento 5 Stelle, Enza Blundo, e gli onorevoli Fabrizio Di Stefano (Pdl) e Giulio Sottanelli (lista civica con Monti).
Di Stefano ha annunciato di aver presentato una proposta di legge «per la quale - ha detto - mi sono confrontato ed ho raccolto i suggerimenti di Legambiente e finalizzata a ripristinare il decreto Prestigiacomo», a sua volta modificato dall'articolo 35 del decreto sviluppo approvato il 23 giugno del 2012. Identico l'obiettivo - il ritorno al decreto voluto dall'ex ministro Prestigiacomo la cui vigenza integrale avrebbe scongiurato la realizzazione dell'impianto perché troppo vicino alla costa - perseguito da Enzo Blundo che ha presentato un disegno di legge per abrogare l'articolo 6 comma 17 del Decreto 152-2006, ovvero del decreto ambiente.
«Sono strade un po' diverse dal punto di vista formale - ha detto - ma l'obiettivo é uguale. Inoltre chiederò di sottoporre a Via anche i provvedimenti in atto».
Infine, per Sottanelli, «serve un'azione forte»: «E' sbagliato muoversi in ordine sparso ma con i colleghi parlamentari va individuato un percorso legislativo che metta fine al problema Ombrina».
Per quanto riguarda la Regione Abruzzo, l'assessore Mauro Febbo ha ribadito la contrarietà al progetto sia di Governo sia di Consiglio regionale «che si sono mossi - ha detto - in maniera unitaria».
Altri deputati e senatori, impossibilitati a partecipare, hanno inviato messaggi per ribadire il proprio impegno contro la deriva petrolifera, da molti già concretizzato in iniziative parlamentari. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Legnini si è detto pronto a un incontro tecnico operativo mentre in tanti hanno accettato la proposta, lanciata dall’onorevole Sottanelli, per una riunione ristretta dei parlamentari abruzzesi di tutti gli schieramenti al fine di coordinare e rendere più efficaci le iniziative in atto.

È stata anche presentata una proposta di legge di iniziativa popolare votata all’unanimità dal Consiglio provinciale tesa a restituire alle realtà territoriali locali, e segnatamente alle Regioni, la possibilità di esprimere un parere vincolante sugli insediamenti in mare, cancellato da una legge del 1998.
Il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, pur avendo partecipato alla manifestazione anti trivelle di un mese fa ha ammesso che ha ancora bisogno di tempo per capire quali benefici e quali danni potrebbe provocare l’installazione di Ombrina davanti alla costa abruzzese.

Il presidente Di Giuseppantonio ha concluso i lavori facendo la sintesi degli interventi che si sono susseguiti nel corso della riunione e ricordando che è intanto pienamente operativo il comitato ristretto, formato da comuni, associazioni ambientaliste e di categoria e dalla stessa Provincia, appositamente costituito per coordinare la azioni da intraprendere. Il comitato sarà convocato già nella prossima settimana per un incontro tecnico-legale per studiare le prossime iniziative. Diversi avvocati si sono messi a disposizione, per puro spirito di servizio.

«Il 2 maggio scorso – ha ricordato infine Di Giuseppantonio – ho scritto anche a nome del comitato ristretto ai ministri interessati chiedendo un incontro ufficiale per esporre tutti insieme le ragioni del territorio e perché chiediamo che non venga firmato alcun atto che apra la strada a un insediamento che tutto l’Abruzzo ritiene fortemente dannoso. Spero anzi che i parlamentari presenti ci aiutino a ottenere presto questo appuntamento nel corso del quale spiegheremo perché il 13 aprile una intera regione è scesa in piazza compatta, al di là di qualsiasi divisione, in difesa del diritto di far sentire forte la propria voce di fronte a scelte che riguardano il futuro di tutti noi abruzzesi».