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Serie A. Siena e Palermo raggiungono in B il Pescara. Bucchi: «chiudiamo con dignità»

Promosso dalla Prima Divisione il Trapani

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PESCARA. È stata la domenica dei verdetti in Serie A in zona retrocessione. Dopo l'addio certificato alla massima divisione del Pescara dopo il ko di domenica scorsa col Genoa, scendono in Serie B anche Palermo e Siena. I rosanero, protagonisti di un finale di stagione positivo, hanno pagato a duro prezzo una gestione scellerata della prima metà del campionato, con cambi di allenatore continui (Sannino, Gasperini, Malesani, di nuovo Gasperini e ritorno di Sannino, ndr) ed un calciomercato estivo ed invernale tutt'altro che illuminante. Decisiva ieri la sconfitta per 1-0 in casa della Fiorentina, che ha reso ininfluente il risultato della gara del Genoa che ha pareggiato al Marassi 0-0 con l'Inter. È sceso in Serie B anche il Siena, che ha perso 2-1 a Napoli ma che sarebbe retrocesso anche in caso di vittoria.
Prende forma dunque la Serie B del prossimo anno, con il Trapani che ha vinto il girone A di Prima Divisione superando in volata il più quotato Lecce. Nel Girone B l'Avellino aveva già staccato il biglietto per la serie cadetta 2013/2014. Quasi tutto ancora da decidere invece in cadetteria per promozioni e retrocessioni. In via di definizione anche le vincenti dei play-off di Prima Divisione.
«Stiamo cercando di chiudere il campionato con la maggiore dignità possibile» – ha raccontato nel post gara di Catania il tecnico del Pescara, Christian Bucchi – «a Catania abbiamo messo in campo tutto quello che avevamo. Abbiamo perso l'ennesima partita su un nostro sciocco errore difensivo, quando eravamo in possesso del pallone».
In casa Pescara, dopo il poco edificante record del Venezia anni '50 di 27 sconfitte in campionato appena raggiunto con lo 0-1 di Catania, si pensa a finire nella maniera più dignitosa possibile l'attuale Serie A. Domenica all'Adriatico arriva la Fiorentina, in lotta col Milan per un posto in Champions League.

A FUOCO LA MACCHINA DI TOGNI: NESSUN ATTO DOLOSO
Mentre il Pescara giocava a Catania sabato sera, nel parcheggio dello stadio Adriatico, è andata a fuoco la macchina del calciatore biancazzurro Romulo Eugenio Togni. L'incendio, divampato intorno alle ore 22.30 e subito domato dal pronto intervento dei Vigili del Fuoco, ha coinvolto almeno un altro paio di vetture e secondo gli inquirenti sarebbe stato originato da un corto circuito. Nessun atto doloso dunque e niente a che fare con il pulmino della Pescara calcio dato alle fiamme volontariamente da ignoti nei mesi scorsi sotto la sede sociale del club.

Andrea Sacchini