IL FATTO

Abruzzo/Filò, Assessore Morra in carrozzina: ci sono le barriere architettoniche e cade

«Progetto fuori norma», denunciano i disabili

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

13366




MONTESILVANO. Nuova manifestazione dell'associazione 'Carrozzine determinate'.
Per protestare contro le tante barriere architettoniche presenti lungo il tracciato che ospiterà la filovia Pescara-Montesilvano, l’associazione ha invitato l'assessore regionale ai Trasporti, Giandonato Morra, a verificare di persona.
Non appena Morra è salito sulla carrozzina, a causa di uno scivolo costruito male è caduto a terra: la carrozzina si è ribaltata e l’assessore è finito gambe all’aria fortunatamente senza conseguenze, sperimentando personalmente i disagi dei disabili.
La manifestazione odierna si è svolta in uno dei tratti del tracciato di recente realizzazione, ovvero quello nei pressi di viale Europa a Montesilvano.
Presenti, all'iniziativa, oltre a decine di disabili, anche il Wwf, le associazioni e i comitati di cittadini che fin dall'inizio si battono contro la realizzazione del progetto.
Gli esponenti di 'Carrozzine determinate' hanno illustrato ai presenti, per l'ennesima volta, tutte le incongruenze di un progetto definito «fuori norma, sia in base alle leggi nazionali che europee», tra scivoli dalla pendenza eccessiva, attraversamenti mancanti e marciapiedi troppo stretti - in alcuni casi raggiungono i 10 centimetri - o inesistenti.
«Non mi spiego perché abbiano lavorato in questo modo - ha detto Morra -, di fronte a questa evidenza non me lo spiego proprio. Avvierò subito un confronto con l'azienda e con i tecnici, in cui verrà coinvolta anche l'associazione, per trovare quanto prima una soluzione. Ci sono degli eccessi e questo non è possibile. Farò tutto il possibile - ha sottolineato l'assessore - perché il progetto venga migliorato».
«Chiediamo all'assessore di impegnarsi per bloccare i lavori - ha detto il presidente dell'associazione 'Carrozzine determinate', Claudio Ferrante -. Il comitato Via tra qualche giorno dovrà esprimersi; auspichiamo che il parere sia negativo, perché ci troviamo di fronte ad un'opera completamente fuori legge dal punto di vista delle barriere architettoniche. Tutto il tracciato, da Pescara a Montesilvano, per noi non è fruibile, e non solo per noi disabili. Migliaia di cittadini non potranno prendere il filobus. Siamo prigionieri - ha concluso - è una vera e propria galera».

«MASSACRO PIANTE DANNI INGENTI»
Ma sul tracciato della filovia piove anche un dossier del coordinamento nazionale alberi e paesaggio: «otto palme e dieci pini già abbattuti assieme a 391 metri di aiuole, per far posto alle fermate, cento alberi interessati da futuri interventi di deramificazione per il posizionamento dei cavi aerei di alimentazione, per danni totali di decine e decine di migliaia di euro», denuncia Conalpa.
«C'é una perdita di beni con alto valore monetario, come le palme che sono state abbattute - si legge nel rapporto -. Esemplari di Washingtonia filifera alti 10-12 metri possono essere venduti sul mercato anche 4-5mila euro a pianta. Stessa cosa per le Melia azedarach, alberi costosi che possono essere venduti anche a tremila euro a pianta. I Prunus cerasifera, delle stesse dimensioni di quelli sulla strada parco, possono essere venduti a duemila euro a pianta. Le siepi di oleandro, teucrium e callistemon presentano singole piante del valore di 30-40 euro». 


Il coordinamento parla di «danno ambientale, con la drastica riduzione del verde», e di «perdita progressiva di qualità della vita, stress psicofisico, disagio sociale, smarrimento, perdita di identità, perdita del valore economico delle case presenti lungo la strada parco e aumento dell'inquinamento atmosferico».
Altro punto dolente, secondo il Conalpa, é «lo scavo eseguito con mezzi meccanici, vicino alle alberature, per l'interramento dei cavi elettrici, senza rispettare la distanza regolamentare e quindi con un danneggiamento irreversibile di molte specie arboree ed arbustive».
«Occorre ricordare che il verde abbattuto sono tutti soldi pubblici bruciati senza speranza. La spesa per il verde della strada parco ammontava a due miliardi di vecchie lire di fondi Fers (Fondi Europei per la Ricostruzione e lo Sviluppo). Troppo spesso - conclude il coordinamento -, il verde è visto come merce usa e getta, che viene piantata e estirpata appena cambiano le correnti politiche o le amministrazioni, o come qualcosa che dà fastidio, senza capire che esso non solo abbatte l'inquinamento, ma da valore alle città».