SERIE A

Qui Milan. Allegri spera nella vittoria a Pescara e attende per conoscere il futuro

Intanto arrivano per lui i complimenti di Berlusconi Jr

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CARNAGO . In altri tempi sarebbe un problema, ma ora «giocare ogni tre giorni è un vantaggio».
«Aspettare una settimana potrebbe diventare un po' snervante», secondo Massimiliano Allegri, che fra la conquista del terzo posto e il suo futuro al Milan ha non pochi pensieri. Ma prima di partire per Pescara si dice «sereno», ai curiosi chiede «di aspettare dieci giorni» e nel frattempo è deciso a «non parlare più» del suo futuro perché «andrebbero coinvolte altre società e altri allenatori, e non sarebbe rispettoso».
 Mentre era impegnato nella conferenza stampa a Milanello, l'allenatore incassava i complimenti di Piersilvio Berlusconi.
«Allegri ha fatto un buon lavoro ma parlando esclusivamente da tifoso non saprei cosa dire riguardo al suo futuro, non mi occupo del Milan - ha spiegato il figlio del presidente rossonero Silvio Berlusconi dal quartier generale di Mediaset - Credo che la strada intrapresa da Allegri sia quella giusta, la strada è puntare sui giovani e creare una squadra collettiva».
 Parole di stima che si aggiungono a quelle di Barbara Berlusconi («La sua presenza conferma la responsabilità della nostra famiglia verso la squadra», ha notato Piersilvio Berlusconi) e molti calciatori, titolari e non. Testimonianze che hanno sorpreso e colpito Allegri, che ultimamente è rimasto quanto meno lusingato dalle avance della Roma. Ma ciò che conta alla fine è la volontà di Berlusconi senior. La conoscerà a fine campionato, o anche prima, non appena messo al sicuro il terzo posto, dopo un consulto fra il presidente e Galliani. Non è escluso che l'addio diventi un prolungamento del contratto in scadenza a giugno 2014, ma l'allenatore lascia aperta ogni ipotesi. 


«Prima si parlava di esonero, poi della mia decisione di andare via... - ha sorriso -. Vi chiedo cortesemente di aspettare dieci giorni e poi saprete, magari prima dalla società e poi da me, se mi mandano via o se rimango».
 Il resto dei pensieri di Allegri è su «quel benedetto terzo posto, che è una soddisfazione diversa da quella dello scudetto, ma un'importanza molto vicina».
 Il traguardo sarebbe al sicuro con la sconfitta della Fiorentina a Siena e la vittoria rossonera a Pescara. Altrimenti potrebbe essere decisiva proprio la sfida di domenica con la Roma, o l'ultimo turno con il Siena. «Sottovalutare il Pescara sarebbe un errore imperdonabile», é l'avvertimento di Allegri, che con la maglia degli abruzzesi ha segnato proprio contro il Milan i suoi primi due gol in serie A nel 1992 e spera di rivedere quanto prima nella massima categoria la sua ex squadra, retrocessa domenica. Ma soprattutto spera di vedere il lato migliore di Balotelli, non quello delle ammonizioni inutili e delle proteste fuori luogo. Per il tifoso Piersilvio Berlusconi «Mario è così forte che si fa perdonare qualunque cosa».
 L'allenatore, invece, sta cercando di ottenere il massimo, e in mattinata lo ha preso da parte per spiegargli che «un campione deve saper gestire i momenti di difficoltà».
 Intanto a Pescara sarà il leader di un tridente completato da Niang e uno fra Robinho ed El Shaarawy, candidato a un turno di riposo. Il giovane italoegiziano non segna da oltre due mesi, ma non deve farsi prendere dal panico, gli ripete Allegri, «sin da tempi non sospetti: deve avere la forza di capire che quando si fanno meno gol non ci si deve abbattere né farsi condizionare».