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Web, Scorza scrive a Boldrini: «non c’è nessuna anarchia sulla Rete»

«Le leggi già ci sono»

Redazione Pdn

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INTERNET. Nelle ultime ore la presidente della Camera Laura Boldrini ha sostenuto che sul web ci sia una vera e propria anarchia.
Migliaia di fanatici che si sentono liberi, dietro uno schermo, di insultare, offendere, minacciare. Ha proposto che venga istituita una nuova legge perché «non posso denunciarli tutti individualmente: è un'arma spuntata, la giustizia cammina lentamente al cospetto della Rete, quando arriva la minaccia è già altrove, moltiplicata per mille».
Dissente, però, da questa posizione, l’avvocato esperto di Web Guido Scorza: «sostenere che ci sia anarchia su internet è un’affermazione giuridicamente errata e politicamente preoccupante. Tutte le condotte che Boldrini cita a fondamento della sua tesi costituiscono già, nel nostro Paese, fattispecie di illecito o, addirittura, di reato puntualmente tipizzate dal nostro legislatore ed in relazione alle quali esiste un apparato sanzionatorio severo e rigoroso. Non corrisponde egualmente al vero che talune delle condotte– come, ad esempio, una scritta ingiuriosa su un muro – se commesse nel “mondo fisico” costituirebbero reato mentre se commesse online dovrebbero – o anche solo potrebbero – allo stato, considerarsi lecite. Il web è “solo” un mezzo di comunicazione di massa e che il mezzo – per definizione – è insuscettibile di alterare il valore o il disvalore sociale e giuridico di una condotta. Non c’è, pertanto, nessuna “anarchia” sul web rispetto alla quale sia urgente ed improcrastinabile correre ai ripari e trovare rimedio. Le leggi ci sono e disciplinano la pressoché totalità delle azioni umane online.