POLITICA E VELENI

Marini verso il Quirinale? Renzi: «gli abruzzesi lo hanno già bocciato». Lui: «parole offensive»

Il sindaco di Firenze contro la candidatura dell’ex presidente del Senato

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ABRUZZO. Il Pd avrebbe preparato una rosa di tre nomi per il quirinale: Romano Prodi, Giuliano Amato e Franco Marini.
Proprio su Marini, 80 anni, ex presidente del Senato, ex democristiano, ex alpino, ma soprattutto ex sindacalista, colui che ha partecipato alla fondazione del Partito Democratico, ci sarebbe una intesa del Pdl. Berlusconi avrebbe detto «mi fido». Ma questo nome non piace, però, al sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che ha bocciato il nominativo, insieme a quello di Anna Finocchiaro, definendo i due il simbolo della Casta.
La Finocchiaro è stata la prima a rispondere a Renzi: «sono affermazioni miserabili», ha detto.


Gli va dietro il marsicano Marini che alle scorse elezioni è rimasto fuori dal Parlamento. Secondo in lista, dopo Stefania Pezzopane, non ce l’ha fatta e per la prima volta dopo 20 anni non è entrato in Parlamento. Ma per lui ci potrebbe essere un ‘risarcimento’ importante, ovvero il Colle, sebbene anche nel suo paese d’origine, San Pio delle Camere, alle ultime elezioni abbia trionfato il Pdl (+12% sul Pd).
Renzi protesta e dice no, senza dubbi: «due mesi fa Marini si è candidato al Senato della Repubblica dopo aver chiesto (e ahimè ottenuto) l'ennesima deroga allo Statuto del Pd. Ma clamorosamente non è stato eletto. Difficile, a mio avviso, giustificare un ripescaggio di lusso, chiamando a garante dell'unità nazionale un signore appena bocciato dai cittadini d'Abruzzo. Dunque, non è il no a Marini - già candidato quattordici anni fa - che mi spinge a riflettere sulla frase "Ci vuole un Presidente cattolico’.
In particolare questa espressione viene richiamatata dai sostenitori, bipartisan, di Franco Marini che provano così a giustificare la candidatura del proprio beniamino. Mi sembra invece gravissimo e strumentale il desiderio di poggiare sulla fede religiosa le ragioni di una candidatura a custode della Costituzione e rappresentante del Paese». 


Ma Marini non sta in silenzio e replica al sindaco fiorentino: «non posso lasciar passare in silenzio parole tanto gravi e offensive. Premetto che io non mi sono candidato a nulla. Nella mia lunga vita sindacale e politica non ho mai utilizzato l'appartenenza religiosa per chiedere o ottenere incarichi di qualunque natura».
E poi ancora, «nella mia vita pubblica ho ricevuto critiche e contestazioni. Come tutti - scrive Marini - è normale e logico che sia così. Sono le regole del gioco democratico. Renzi però usa un altro registro. Insinua che starei strumentalizzando e consentendo che venga strumentalizzato il mio essere cattolico a fini politici».
Sfido chiunque a dimostrare il contrario. Non l'ho fatto mai e mai lo farei».
«Con la sua lettera invece è proprio Renzi che ha commesso il grave errore che mi addebita: usare la religione a fini politici. Cosa assolutamente inaccettabile. Una deriva nella discussione pubblica di cui davvero non si sentiva la necessità e di cui Renzi porta tutta la responsabilità», conclude.