POLITICA

Beppe Grillo contro tutti, «Roma brucia: partiti senza vergogna»

Duro attacco dalle pagine del blog

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ROMA. Beppe Grillo dalle pagine del suo blog torna all'attacco dei partiti.
Parafrasando la frase di Tito Livio nelle Storie "Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur" (Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata), lancia un duro monito contro la Casta colpevole, spiega, di non far partire i lavori parlamentari.
Non una casualità, assicura il comico genovese, ma un piano ben preciso perché i politici non vogliono rinunciare alla lottizzazione delle cariche: «Mentre a Roma si discute di poltrone l'Italia brucia il balletto dei partiti per non decidere nulla e mantenere posizioni di privilegio e di impunità decennali continua, imperterrito, senza vergogna. Il Paese ha bisogno di leggi e di riforme, ma il Parlamento è paralizzato. Lo è da anni, da quando i parlamentari sono diventati emanazione dei segretari di partito, impiegati e funzionari nel migliore dei casi, e il governo legifera a colpi di decreti legge su cui pone la fiducia accordata senza problemi dai lacchè di partito che premono pulsanti a comando».


L'attuale condizione di stallo istituzionale, secondo Grillo, è tutta da addebitare ai partiti e ai loro calcoli che non terrebbero in conto la delicatissima situazione: «Il Parlamento deve rimanere un simulacro, un non luogo, per questo non vengono attivate le Commissioni parlamentari. Le leggi urgenti per il rilancio dell'economia, la nuova legge elettorale, le misure di sostegno ai disoccupati rimangono nei cassetti (...) Per evitare qualsiasi legge sgradita a questi cialtroni si invoca la necessità di avere un Governo prima delle Commissioni. Un falso».
Poi annuncia che a partire da martedì tornerà nelle piazze italiane: prima tappa Friuli Venezia Giulia per la campagna elettorale del MoVimento 5 Stelle per la presidenza della Regione. Fino a venerdì girerà per le piazze, in camper, per incontrare i cittadini assieme ai candidati.
Vanno avanti, invece, le Quirinarie degli attivisti, per scegliere il nome del presidente della Repubblica proposto dal M5S. Quasi 50.000 persone hanno espresso la loro preferenza per il Capo dello Stato. La votazione ricomincerà oggi e si potrà scegliere tra una rosa di 10 nomi che hanno passato il primo turno: Emma Bonino, Gian Carlo Caselli, Dario Fo, Romano Prodi, Milena Gabanelli, Stefano Rodotà, Gino Strada, Beppe Grillo, Gustavo Zagrebelsky, Ferdinando Imposimato.
«Nel frattempo la coppia Bed & Breakfast Berlusconi e Bersani», scrive ancora Grillo, «decideva in segreto il presidente dell'inciucio per salvaguardare entrambi, un atto antidemocratico e ributtante».