IL CASO

Abruzzo/Ombrina Mare, ringraziamenti della Medoil al ministro. Clini: «mai letta quella lettera»

«Non devono ringraziarmi di nulla»

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ABRUZZO. A giugno la società petrolifera Medoil ha inviato una lettera al ministro dell’Ambiente Corrado Clini per ringraziarlo di quanto fatto dal Governo per aver messo «riparo ad una situazione insostenibile oltre che ingiusta per gli operatori del settore».
La lettera è stata trovata nei giorni scorsi dai deputati abruzzesi del Movimento 5 Stelle che hanno fatto un accesso agli atti del progetto Ombrina 2 della Società Medoilgas Italia SpA. Ieri il deputato Gianluca Vacca ha annunciato una interrogazione al ministro per capire cosa sia accaduto e perché la società si sia spesa addirittura in ringraziamenti.
Non si è fatta attendere la risposta del ministro Clini: «non ho bisogno di alcun ringraziamento, la nostra normativa resta la più restrittiva e severa del mondo». Il ministro tecnico sottolinea che «come risulta agli atti, la lettera della società Medoilgas è stata recapitata agli uffici del ministero e non al ministro che non l'ha mai letta».
Il ministro si legge nella nota «non ha mai intrattenuto rapporti con tale società né tanto meno con altre società petrolifere al fine di negoziare particolari normative di favore. Lo dimostra il fatto - rileva Clini - che la normativa introdotta nel nostro paese, e le conseguenti misure di precauzione per le attività di esplorazione petrolifere nel mare, sono le più restrittive al mondo».
Nel merito il ministro Clini osserva di «non aver bisogno di alcun ringraziamento e di aver operato congiuntamente con il ministro dello sviluppo economico Corrado Passera per conservare la severa normativa italiana al riparo di eventuali contestazioni UE e che è stato inoltre uniformato il divieto delle 12 miglia da tutte le aree protette nazionali, internazionali e anche comunitarie che riguardano praticamente tutta la costa italiana».
Nello stesso tempo il ministro dell'Ambiente ricorda che «nel decreto sviluppo sono state incrementate le royalties a carico delle compagnie, e introdotte misure compensative a carico delle imprese per finanziare le attività di prevenzione e monitoraggio ambientale nelle aree interessante dall'esplorazione petrolifera».
L’istanza di coltivazione del giacimento Ombrina Mare risale al 9 dicembre 2009 mentre il permesso di ricerca degli idrocarburi risale al 5 maggio 2005 ed è stato accordato per una durata di 6 anni.


Il permesso di ricerca a favore della Società Medoilgas viene successivamente prorogato di 3 anni, nonostante il dlgs 128/2010 disponesse: «il divieto è altresì stabilito nelle zone di mare poste entro dodici miglia marine dal perimetro esterno delle suddette aree marine e costiere protette, oltre che per i soli idrocarburi liquidi nella fascia marina compresa entro cinque miglia dalle linee di base delle acque territoriali lungo l'intero perimetro costiero nazionale».
A questo punto intervenne il Governo tecnico modificando l’articolo 6 comma 17 del decreto legislativo 152/2006 con il decreto legge n. 83 del 22 giugno 2012, cosiddetto Decreto Sviluppo, (poi convertito in legge da tutti i gruppi parlamentari che sostenevano il Governo Monti).
«In quel momento», ha commentato Vacca, «si è fatto un favore a tutti i petrolieri e lasciando inascoltate le istanze territoriali, delle associazioni, delle realtà produttive e i cittadini che si erano espressi pubblicamente e attraverso numerosissime osservazioni contro i progetti di petrolizzazione della costa abruzzese (e di quella italiana)».
Per il Movimento 5 stelle, dunque, la politica si sarebbe «messa al servizio dei poteri forti (società petrolifere) non agendo secondo criteri di terzietà, imparzialità e indipendenza vista l’inesistente considerazione dimostrata nei confronti dei cittadini, delle amministrazioni locali, delle associazioni e delle realtà produttive».