IL PORTO DELLE SABBIE

Abruzzo/Dragaggio Pescara, pazienza finita. Vertici associazione armatori si dimettono: «solo bugie»

«Serve un miracolo, gettiamo la spugna»

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PESCARA. La stanchezza, dopo mesi di lotte e promesse non mantenute, è tanta.
Con una lettera affissa nella sede dell'Associazione Armatori Pescara, il presidente e il vice presidente dell'Associazione, Camillo Grosso e Giovanni Verzulli, hanno annunciato di volersi dimettere dall'incarico.
E’ «un atto dovuto», hanno spiegato, perché «siamo stati sistematicamente presi in giro». Nessuno ha più voglia di ascoltare annunci «tanto ci dicono solo bugie».
Sia Grosso che Verzulli di voler «rinunciare con effetto immediato all'incarico ricevuto dall'Associazione» per la «situazione gravissima che si e' creata all'interno del porto e l'incomprensibile stallo che si protrae per il dragaggio» e che non «consente più di portare avanti ulteriormente questo compito di estrema respoinsabilità».
«Il dialogo con le istituzioni e con i soggetti incaricati del dragaggio e' diventato ormai impossibile - dicono i due nelle lettere che dovranno essere discusse nel corso di una assemblea pubblica. Dopo aver provato in qualsiasi modo ad aiutare gli armatori ed i lavoratori dipendenti e a rappresentarli al meglio in tutte le sedi per tutelare i loro interessi, e' arrivato il momento di gettare la spugna».
I due si dicono rammaricati e si augurano che «per il porto di Pescara si annunci una sorta di miracolo. Solo questo possiamo augurarci, considerato il baratro in cui siamo piombati ormai da troppo tempo e che appare in questi giorni in tutta la sua drammaticità su questa vicenda».
Non vedendosi l'alba in «questa specie di battaglia contro i mulini a vento» i due abbandonano, «esausti e senza forze per continuare». Ora si attende la reazione della categoria.
«Abbiamo collaborato con le istituzioni», ha detto questa mattina Grosso, «siamo disponibili a fare di tutto purchè si torni in mare al più presto, ma anche la tempistica annunciata dal sottosegretario Improta lo scorso 6 marzo pare non verrà rispettata. La Sidra non sa dove andare a buttare i fanghi. Ci dicono bugie, solo bugie».