IL CASO

Rifiuti Montesilvano, Arrow Bio bocciato su tutta la linea: «frottole e mancanza di trasparenza»

«Cinque anni per concludere l’iter

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MONTESILVANO. «Abbiamo fatto chiarezza sulle criticità del bando. Sono mancate trasparenza e partecipazione».
Le criticità del nuovo bando per la gestione dei rifiuti a Montesilvano sono state analizzate sotto ogni punto di vista nel convegno organizzato dalle associazioni “Democrazia e Libertà”, “Partecipazione Popolare” e “Cantiere per l’Alternativa” nella sala consiliare del Comune.
«Vogliamo fare chiarezza – ha detto Francesco Maragno , presidente dell’associazione “Democrazia e Libertà” - sulla scelta fatta dall’Amministrazione Di Mattia. Un sistema che ci è stato presentato come la soluzione di tutti i problemi economici e sociali di Montesilvano, ma che probabilmente nasconde delle criticità, come hanno sottolineato gli esperti intervenuti. Ci sono piovute addosso delle scelte amministrative pre-confezionate che lasciano parecchi dubbi. Sono mancate trasparenza e partecipazione ma soprattutto non c’è stato buon senso in alcune decisioni. L’Amministrazione doveva coinvolgere i soggetti del territorio perché il prezzo di eventuali scelte sbagliate lo pagheremo noi cittadini».
A fare il punto della situazione dal punto di vista dell’iter legale ci ha pensato l’avvocato Leo Brocchi. «Ci sono alcune “perle” – ha detto Brocchi – nelle delibere che hanno portato al metodo dell’Arrow Bio. Volendo fare una sintesi, si è andati molto oltre il consentito. A mio avviso doveva essere investito il Consiglio Comunale di una decisione come quella del bando sui rifiuti, mentre il sindaco Di Mattia ha preferito utilizzare una delibera di Giunta».
Particolarmente interessanti i contributi scientifici del convegno. Ad aprirli è stato l’ingegner Carlo Taraschi che ha lanciato l’allarme sui costi. «Si rischia – ha detto Taraschi - di pagare un conto salato, con la Tares che potrebbe raddoppiare le bollette dei Montesilvanesi». L’altra incognita sollevata dall’ingegnere è quella sui tempi di realizzazione dell’Arrow Bio. «Guardando alle norme – ha detto ancora Taraschi – ottimisticamente la procedura non sarà completata prima di cinque anni, sempre che non nascano problematiche di qualsiasi genere di carattere ambientale, anche perché in una zona fortemente antropizzata come Montesilvano non sarà facile trovare il sito per un impianto complesso e comunque impattante».


È stata poi la volta di Sandro Di Scerni, consulente di molti Enti Pubblici in materia di rifiuti. «L’Arrow Bio non è pienamente compatibile con la normativa italiana – ha detto Di Scerni – e guardando ai dati dell’impianto di Tel Aviv scopriamo che il recupero si aggira intorno al 20%, con un 20% di rifiuti che dovrà andare in discarica. A ciò si aggiunge che c’è la parte umida dei rifiuti, che non è un compost, che dovrà essere smaltita. Pertanto l’Arrow Bio non elimina la necessità della discarica». Di Scerni ha sottolineato la necessità di creare in Abruzzo impianto di compostaggio e di riciclaggio e ha ricordato che è una «frottola l’affermazione che la raccolta differenziata è più costosa. In base alle ricerche quando si supera il 70% servono degli accorgimenti per contenere i costi ma solo in quel caso».
A chiudere il convegno è stato un altro esperto di ambiente, Roberto Manconi, che ha spiegato che il rifiuto «è una risorsa dalla quale si genera materia prima secondaria che ha un valore».
«Dobbiamo uscire dall’emergenza politica e civica a Montesilvano – ha detto Enrico Di Paolo, dell’associazione “Cantiere per l’Alternativa” – e con questo convegno abbiamo fatto chiarezza su alcuni aspetti fondamentali di questa vicenda, a cominciare dall’incarico da 80 mila euro conferito dal Sindaco Di Mattia per una consulenza sul tema».
«Una giornata molto interessante – ha osservato Mario Nino Fusco, dell’associazione “Partecipazione Popolare” – nella quale tre associazioni hanno provato a fare chiarezza per i cittadini sugli effetti di alcune scelte dell’Amministrazione. Abbiamo aderito per il metodo, quello del confronto, lasciando spazio agli esperti che hanno fatto luce sui vari aspetti del bando».