LAVORO E INVESTIMENTI

Crisi Solvay, cassa integrazione rimandata. Si tratta per l’accordo con Toto

Stamattina incontro con il vice presidente Castiglione

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BUSSI. Un centinaio di lavoratori della Solvay di Bussi sul Tirino ha manifestato questa mattina dinanzi gli uffici dell'assessorato alle Attività Produttive della Regione Abruzzo, in via Passo Lanciano a Pescara contro la chiusura di due reparti (silicato di sodio e chimica fine) della fabbrica dove lavorano 22 operai.
I manifestanti chiedono la sospensione e il ritiro della procedura e allo stesso tempo l'interessamento della Regione Abruzzo nella vertenza di lavoro. Alla Solvay lavorano attualmente 150 persone che con l'indotto arrivano ad oltre 200 persone.
Il polo chimico di Bussi si dice oggi sia in crisi e se ne parla spesso anche in relazione alla ipotizzata “reindustrializzazione” e relativamente ai problemi connessi alla megadiscarica dei veleni della Montedison per cui c’è un farraginoso processo in corso.
E’ vero però che la “crisi della Solvay” è più che ciclica e si ripropone di anno in anno, quasi sempre uguale a se stessa, avendo più volte fatto ricorso negli anni alla cassa integrazione


Negli ultimi anni sono stati numerosissimi gli incontri e le vertenze discusse, specie in Provincia a Pescara e nell’era della giunta De Dominicis. Nel 2007 per esempio lo stesso ex presidente dava notizia di un «sospirato via libera dell’Unione europea agli aiuti concessi dal governo italiano per l’avvio nel polo chimico di Bussi sul Tirino di nuove tecnologie per la riconversione delle produzioni del cloro-soda da mercurio a membrana».
«Il passaggio a nuove e più sofisticate tecnologie, permetterà soprattutto di mettere in campo risorse per circa 15 milioni di euro», spiegò De Dominicis, «una somma ingente destinata a introdurre nel ciclo produttivo dell'azienda chimica una importante iniezione di innovazione tecnologica, senza dimenticare gli importanti benefici ambientali. Ora, dopo la definitiva approvazione dell'Unione europea, sarà possibile dare seguito all'accordo sottoscritto nell'estate del 2006 con la partecipazione e l'interessamento di numerosi soggetti istituzionali, attraverso un accordo di programma, tra cui il ministero dell'Ambiente, la Regione Abruzzo, la Provincia di Pescara e l'amministrazione comunale della cittadina della Valpescara. Una intesa condivisa in tutti i suoi passaggi con le organizzazioni sindacali dei lavoratori».
Una volta a regime, la produzione dei nuovi impianti era stimata in circa 25 milioni di tonnellate l'anno di cloro.


Oggi resta invece la crisi che ha molte cause e che pesa sempre sugli enti pubblici e sui cittadini in ultima istanza. A proposito di investimenti pubblici c’è la possibilità vista la volontà politica di concedere ulteriori finanziamenti per un accordo che riguarda la costruzione del cementificio con annessa cava proposto dalla Toto spa.
E questa mattina c’è stato in Regione un incontro fra l'assessore Alfredo Castiglione, una rappresentanza aziendale di Solvay e Toto Spa, i sindacati, il sindaco di Bussi sul Tirino, Marcello Chella.
Le parti hanno deciso di differire la cassa integrazione fino al prossimo incontro, fissato per il giorno 23 aprile. Entro tale data, le parti interessate hanno assunto l'impegno di sottoscrivere, presso l'Avvocatura dello Stato, alla presenza del Commissario Goio, del Ministero dell'Ambiente e dell'Avvocatura stessa, un Accordo di Programma con il quale verranno individuate le linee guida circa la reindustrializzazione del sito di Bussi.
Dalla riunione è emerso «un grande senso di responsabilità delle parti sociali presenti all'incontro», ha commentato Castiglione, «le quali hanno, in questo modo, contribuito a mantenere un clima sociale disteso, evitando contrasti che avrebbero causato sia disagi ai lavoratori che inopportuni ostacoli all'Accordo di Programma in via di definizione.- A tal proposito, Toto e Solvay si sono impegnati a sottoscriverlo in modo tale che per il 23 aprile si possa avviare la fase successiva».