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Movimento 5 Stelle punta alla presidenza delle Camere: «nessuno scambio»

Oggi saranno resi noti i nomi

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ROMA. I nomi dei candidati del M5S alla presidenza di Camera e Senato saranno resi noti oggi.
Lo hanno annunciato in un video-comunicato la capogruppo designata alla Camera Roberta Lombardi, e il capogruppo del Senato Vito Crimi.
«Non abbiamo intenzione di fare nessun accordo o merce di scambio», ha avvertito Crimi. I nomi saranno resi noti oggi dopo una votazione palese con doppio turno.
Crimi ha sottolineato che ottenere una presidenza vorrà dire riuscire ad influire sui «regolamenti parlamentari e sulla velocizzazione dei tempi. E’ una battaglia importante perché il parlamento non si fermi, si vada avanti con procedura d’urgenza perché le Commissioni si insedino al più presto, non si può aspettare».
«I nostri candidati saranno persone in totale assenza di conflitti di interesse per il ruolo che ricopriranno», ha assicurato Roberta Lombardi. L'incontro tra il Movimento 5 Stelle e i 'pontieri' del Pd è servito per avviare «una fase d'ascolto. Siamo qui - ha aggiunto - per avviare i lavori della macchina parlamentare portando le iniziative del M5S dentro le istituzioni». E il Movimento lo fa, sottolinea Lombardi, «creando un metodo di trasparenza di lavoro per far funzionare il Parlamento».
Ieri Belle Grillo, invece, dalle pagine del suo blog ha fustigato partiti e politici italiani al suono di ‘Povero paese’ diventato anche un hashtag tra i più seguiti di Twitter. «Povero Paese dove deputati e senatori della Repubblica si umiliano in gruppo per il loro padrone e occupano un tribunale della Repubblica senza che nessuno intervenga, senza il minimo pudore. Come faranno a guardarsi in faccia?», ha scritto Grillo, «Povero Paese dove nel dopo elezioni si discute solo di alleanze, di poltrone, di cariche. Povero Paese con l'informazione peggiore (di gran lunga) dell'Occidente. Povero Paese dove un presidente della Repubblica invece di andare in prima serata in televisione a condannare un atto eversivo di portata enorme come la triste sfilata di parlamentari negli uffici giudiziari, riceve Alfano (ex ministro della Giustizia...) al Quirinale il giorno dopo.
Povero Paese dove da vent'anni non esiste opposizione, ma un inciucio alla luce del sole, con un pdmenoelle incapace di pronunciarsi immediatamente sull'attacco alla magistratura di Milano, loro che volevano smacchiare i giaguari».