DISACCORDI

Movimento 5 stelle e appoggio al Pd, dall’Abruzzo: «risultato ovvio, nessun accordo»

Castaldi: «nemmeno sfiorato il discorso sulla fiducia»

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ABRUZZO. «I partiti cercano di addossare al M5S la responsabilità dello sfascio del Paese dopo aver inciuciato per 20 anni e sorretto insieme il governo di Rigor Mortis alla luce del sole», scrive Beppe Grillo dalle pagine del proprio blog.
In campagna elettorale lo slogan è stato "Mandiamoli tutti a casa!" e per questo, sostiene Grillo, il M5S è stato votato da più di 8 milioni di italiani. Nel Non Statuto e negli impegni sottoscritti dai neo parlamentari del M5S sono esclusi in modo categorico accordi con i partiti. «Per quanto mi riguarda», annuncia sempre il comico genovese, «non ci sarà alcun referendum interno per chiedere l'appoggio al pdmenoelle o a un governo pseudo tecnico. Se in futuro fossi smentito da un voto di fiducia dei gruppi parlamentari del M5S a chi ha distrutto l'Italia, allora, pacatamente, serenamente, mi ritirerò dalla politica».
Ma il movimento, dall’interno, sembra più compatto di quanto non si voglia far credere dal di fuori. Il senatore abruzzese del Movimento, Gialuca Castaldi, smentisce ad esempio seccamente quanto raccontano in queste ore giornali e televisioni: «Sento notizie in TV....che non hanno nè capo nè coda! Ieri non si e' nemmeno sfiorato il discorso sulla fiducia. E' assodato che non la diamoa! Si lavora su altro...soprattutto sugli emolumenti stratosferici che vanno ben oltre quel che e' noto a tutti! Stiamo valutando cosa e' realmente necessario e cosa no! Stay tuned!»


«Chi decide la linea politica nei partiti?», chiede invece Gianluca Vacca, neo eletto alla Camera. Vacca in relazione all'eventuale appoggio al Governo con il Pd prima chiarisce che nel M5S si sta «mantenendo fede agli impegni presi sin dalla nascita e ribaditi durante la campagna elettorale. Nonostante questo i parlamentari eletti, alla prima riunione, hanno discusso e deciso insieme l'ovvio, cioè di tenere fede alla propria linea».
Poi contrappone il metodo del M5S a quello degli altri partiti dove chi decide fa parte dell’ «oligarchia al comando, in alcuni casi una persona sola come nel Pdl. Tutti pronti ad obbedire a qualsiasi decisione dei capi. Il dibattito non esiste proprio: qualcuno ha sentito parlare di riunioni degli eletti del Pd o del Pdl dove veniva discussa la linea politica dei rispettivi partiti?»

«Il Pdl, anzi il suo capo-padrone, tra un processo e un altro, tra un ricovero e un festino, passa dall'allarme comunista alla proposta di un governo congiunto: ha forse consultato qualcuno, magari la sua igienista dentale, prima di cambiare opinione?».
Ultima stoccata al Pd. «Nel giro di poche ore ha completamente sconfessato tutto quello detto prima delle elezioni: dall'attacco a tutto spiano al Movimento 5 stelle all'immediata offerta di poltrone il giorno successivo ai risultati elettorali. Chi ha deciso questa inversione a U? Bersani, D'Alema e la Bindi hanno forse consultato i propri eletti e/o elettori per essere legittimati a fare un cambio così radicale?».
I parlamentari si sono consultati anche con la base: in Abruzzo Vacca spiega di aver aperto due sondaggi (uno su Facebook e uno sul forum regionale) in merito e «il responso è stato unanime», assicura il neo deputato.
«I cittadini a 5 stelle si riuniscono per decidere qualsiasi aspetto del lavoro parlamentare insieme, per rapportarsi poi con la propria base», ha chiuso l'onorevole abruzzese.