L'INCHIESTA

Abruzzo/Razzi si difende: «ho la faccia pulita, non sono come De Gregorio»

«E’ una carognata contro di me e tutta la mia famiglia»

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ABRUZZO. «Do tutto in mano all’avvocato, denuncerò tutti perché questa è calunnia»
Il neo senatore abruzzese del Pdl, Antonio Razzi, reagisce così alla notizia (poi in serata smentita dalla Procura) dell’iscrizione nel registro degli indagati con l’accusa di corruzione nell’ambito di una inchiesta sulla presunta compravendita dei parlamentari. Le agenzie di stampa ieri mattina avevano battuto il lancio secondo il quale i magistrati romani starebbero portando avanti una indagine simile a quella che a Napoli ha coinvolto l’ex senatore dell’Idv, poi passato al Pdl, De Gregorio. In questo nuovo filone sono stati dati per indagati (poi gli inquirenti hanno smentito) sia l’abruzzese Razzi che il siciliano Domenico Scilipoti
Il tutto sarebbe partito da una denuncia del leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.
Al telefono con Antonio Del Furbo di zonedobratv.it il senatore di Giuliano Teatino si dice sorpreso e racconta di trovarsi in Svizzera. Probabilmente oggi pomeriggio tornerà in Italia per cercare di capire quello che sta accadendo.
«Di Pietro mi ha fatto la denuncia… c’è l’inchiesta su De Gregorio e quelli pensano che pure io ho preso i soldi. U cazz’ e’ pijate je (non ho preso niente, ndr). Ma io c’ho la faccia di De Gregorio? Io ho la faccia pulita, non ho bisogno di soldi ma di lavorare, tutto quello che ho guadagnato l’ho fatto col cuore e nessuno me l’ha regalato, anche la candidatura e la mia elezione». 


Eppure Razzi nel 2010 fu uno dei primi a denunciare la compravendita dei parlamentari, ma oggi la storia la ricorda diversamente: «l’onorevole Americo Porfidio venne a Pescara con la moglie e i figli e mi disse di passare con lui a Noi Sud». Nessuna proposta di pagargli il mutuo: «nooo. Basta co’ sto cazzo di mutuo, si finisce a parlare sempre lì. Il mutuo me lo sto pagando io? Me lo vuole pagare lei? Noi abruzzesi abbiamo la coccia tosta: mi diceva mio padre, è meglio mangiare pane e cipolla ma le cose fattele tu».
Sulla notizia dell’indagine che coinvolge lui e Scilipoti si è detto sorpreso: «indagato per cosa? Non so niente. Io dovevo rientrare dopodomani ma rientro domani (oggi, ndr) per capire che cazzo è. Loro (i magistrati, ndr) possono indagare, fanno il loro dovere, io non ho problemi tanto se mi hanno denunciato io li denuncerò per calunnia, è una carognata a me e a tutta la mia famiglia, questa cosa fa fare brutta figura non solo a me ma a tutti gli abruzzesi. Io non ho mai avuto a che fare con la magistratura, per fortuna. E spero di non averci mai a che fare, io non ho fatto male a nessuno. Devono andare a prendere i delinquenti invece di stare appresso a me».