SERIE A

Delfino Pescara. Sebastiani: «a Pescara difficile fare calcio. Pronti nel caso a farci da parte»

Squadra senza allenatore: tra le soluzioni interne l'unica percorribile riguarda Cetteo Di Mascio

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6152




PESCARA. Dopo l'esonero di Cristiano Bergodi nella serata di ieri, il Pescara è senza allenatore con la dirigenza che, non senza difficoltà e divisioni interne, cerca soluzioni in vista del finale di campionato. Si è parlato nelle ultime ore di una pista interna che porterebbe all'attuale tecnico della Primavera Christian Bucchi, sprovvisto però del patentino per allenare in serie A al pari di Di Battista. L'unica soluzione interna possibile dunque è rappresentata da Cetteo Di Mascio, unico ad avere il patentino, ancora sotto contratto fino a giugno e che gode del favore di parte dei soci nel cda della Delfino Pescara. Con la differenza di esperienza tra Di Mascio e Bucchi inoltre, con quest'ultimo che all'attivo ha solo una breve esperienza con le giovanili biancazzurre, la prima sarebbe la soluzione più sensata. Patron Sebastiani permettendo però, la cui intenzione di affidarsi a Bucchi suonerebbe come palese avversione nei confronti di Di Mascio, l'unico ad avere le credenziali interne per guidare il Delfino almeno fino a giugno. Bucchi tra l'altro, in caso di promozione, potrebbe ricevere una deroga dalla federazione di un solo mese, ovviamente insufficiente per coprire l'attuale torneo fino in fondo.
Nelle prime ore della mattinata era invece tramontata l'ipotesi Giovanni Galeone, che alla fine dopo un breve colloquio con la società ha declinato la possibilità di tornare sulla panchina del Delfino sia come allenatore in prima e sia in coppia con Bucchi. “Non me la sento, non riesco più ad allenare” avrebbe dichiarato il profeta, che ha tutta l'intenzione di rimanere nel mondo del calcio come supervisore di talenti o direttore tecnico e non in panchina. Soprattutto in una situazione disperata come quella del Pescara di quest'anno, che avrebbe addirittura forse in parte macchiato la sua fantastica storia alla guida del Delfino a cavallo degli anni 90.
Al momento è ancora in corso la riunione in società per decidere il nuovo allenatore e risolvere l'attuale crisi tecnica. Entro la serata con ogni probabilità verrà comunicato il nome del tecnico che guiderà i biancazzurri fino a giugno.

SEBASTIANI E LE POLEMICHE DI DOMENICA
La sconfitta di ieri con l'Udinese, oltre alla settima sconfitta nelle ultime 8 partite ed al successivo esonero di Bergodi, ha avuto strascichi importanti anche nel rapporto tra il patron Sebastiani e parte della tifoseria. Al termine della gara il presidente si è reso protagonista di un brutto gesto che lo stesso ha voluto giustificare cercando di stemperare i toni: «è un gesto che non mi appartiene e rivolto ad un tifoso che ci ha beccato dall'inizio alla fine della partita» – ha raccontato Sebastiani ai microfoni di rete 8 – «ho atteso la fine della gara per parlare con lui e mi ha risposto che aveva pagato l'abbonamento 2mila euro ed aveva tutto il diritto di criticare. Nessuno di noi ha obbligato il tifoso a comprare l'abbonamento».
Sulla mancata ammissione degli errori fin qui commessi in questa stagione: «ci sono tanti professori a Pescara. Ho detto più volte che si può sbagliare. Bisogna farsi delle domande perché qui a Pescara sia difficile fare calcio. Noi siamo a disposizione per farci da parte se qualcuno non ci vuole, non restiamo a dispetto dei santi».
«Abbiamo sempre dato continuità e sicurezza al calcio a Pescara» – chiude il presidente – «ma evidentemente non basta».
Parole dure che ingigantiscono ancora di più la crisi del Delfino, sempre più vicino alla serie B dopo neanche una stagione nella massima divisione.
Andrea Sacchini