OPERE E OMISSIONI

Chieti, la vergogna del parco fluviale: nessun ente pubblico lo reclama

Ecco com’è ridotto oggi

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5316




CHIETI. Secondo il protocollo di intesa tra il Comune e la ditta costruttrice del Megalò la consegna doveva essere quasi contemporanea a quella del centro commerciale.
A febbraio 2005, a negozi aperti, Domenico Merlino, il progettista della mega opera (nonché progettista di altri due importanti lavori come il Villaggio Mediterraneo di Chieti) ammetteva il ritardo e assicurava la consegna entro maggio 2005.
Di “maggio”, da allora, ne sono passati ben sette e a breve si spegneranno otto candeline ma non le speranze di vedere realizzata un’opera pubblica che era stata pianificata.
Il parco non c’è, il degrado invece sì: a fronte di fatti e di omissioni schiaccianti in questi anni nulla si è mosso: la magistratura non si è mai interessata all’argomento e comunque nessuna nuova verità è giunta; non si sono mossi nemmeno gli enti locali i quali secondo opportunità e buon senso avrebbero dovuto reclamare un’opera che era negli accordi e che è rimasta pura teoria.
A distanza di anni, e vista l’inerzia, si può definire quel progetto solo teorico e forse nato per non essere realizzato, anche a fronte delle chiari e palesi incongruenze. Ne basta solo una: quella di essere un parco ‘subacqueo’, cioè immaginato al di là dei grandi argini di 12 metri che servono per riparare il centro commerciale (privato) ma non il parco (pubblico).


Nel 2007 al nostro ennesimo articolo giunse una curiosa risposta dal Comune di Chieti  che assicurava che il parco non era di proprietà dell’amministrazione pubblica.
L’allora assessore Luigi Di Febo (oggi molto attivo a contestare le inerzie dell’attuale maggioranza di centro destra) assicurava: «Rassicuro la cittadinanza che il Parco Fluviale del Megalò verrà consegnato al più presto ed in perfette condizioni e funzionalità».
L'ultimo a presentare una interrogazione sulla vicenda è stato l’allora consigliere Umberto Di Primio che ha fatto notare al Comune come già nell'ottobre del 2005 la Sirecc Srl avesse presentato al Comune la denuncia di Inizio Attività (DIA). Gennaio 2006 era la data stabilita per la riconsegna dell'opera. Data che non è stata evidentemente rispettata. Ma le opere in parola risultavano -nel maggio 2006- «ultimate e conformi a quelle descritte nella relazione tecnica redatta dallo stesso ing. Merlino ed inviata al Comune di Chieti il 14 ottobre 2005».
Quando si è all’opposizione una interrogazione può giovare ma il tempo è passato e quel consigliere “interrogante” è diventato sindaco. Il risultato è lo stesso: del parco fluviale non si deve parlare.
Meglio che tutti facciano finta di niente.
Nel video che pubblichiamo di Cristiano Vignali la situazione attuale, aggiornata a 24 ore fa.