SERIE A

Delfino Pescara. Il patron Sebastiani sulle voci delle ultime ore: «Bergodi non si tocca»

In realtà la gara con l'Udinese sembrerebbe decisiva per il futuro del tecnico

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PESCARA. Le indiscrezioni raccolte parlavano della gara con l'Udinese decisiva per il futuro del tecnico del Pescara Cristiano Bergodi, ma il patron Daniele Sebastiani ha voluto fugare ogni dubbio ed ha puntellato per l'ennesima volta la panchina del successore di Stroppa: «Bergodi non si tocca andiamo avanti con lui perché la squadra lo segue. Il mister non rischia proprio nulla, non capisco perché i giornali continuano a dire il contrario».
La classifica dei biancazzurri si fa sempre più disperata ma in barba ai freddi numeri il patron del Delfino non vuole gettare la spugna: «a 12 partite dalla fine non ci si può arrendere anche perché i punti dalla quartultima sono 5 e sono ancora recuperabili. Non sono rassegnato anzi sono fiducioso. Se si vince con l'Udinese per noi inizia un nuovo campionato e tutto potrà succedere da qui alla fine».
«La squadra e la società ci credono» – chiude Sebastiani – «lotteremo fino alla fine ma questo era il campionato che il Pescara doveva fare...».
La squadra intanto prosegue gli allenamenti al Vestina di Montesilvano in vista proprio del match a questo punto da ultima spiaggia di domenica all'Adriatico contro l'Udinese. D'Agostino ha svolto lavoro differenziato a causa del persistere del fastidio sugli adduttori di sinistra. Differenziato anche per Togni mentre Sforzini ha effettuato solo terapie. Domani pomeriggio allenamento al Vestina di Montesilvano.

ANTONIO BOCCHETTI: «CORRIAMO MOLTO MA MALE»
«Facciamo fatica a fare il nostro gioco» – racconta il difensore biancazzurro Antonio Bocchetti – «un po' per demeriti nostri ed un po' per la forza e le abilità degli avversari. Sapevamo che avremmo fatto fatica in A contro squadre dal grande blasone. L'unica medicina per riprenderci è vincere senza calcoli contro qualunque squadra. Servono 20 punti nelle ultime 12 partite».
La sensazione che da questo Pescara è il classico detto della coperta corta: «purtroppo se ci sbilanciamo troppo prendiamo 4 gol e viceversa se stiamo troppo in difesa il gol lo prendiamo sempre. Bisogna trovare il giusto equilibrio anche se a noi ci manca troppo il risultato anche per l'entusiasmo. I numeri parlano chiaro non possiamo nasconderci ma ci sono stati parecchi errori individuali che hanno compromesso parecchie partite».
Anche con la Lazio, oltre al tasso tecnico, il Pescara è apparso inferiore anche a livello fisico: «non è che non corriamo. Lo facciamo ma male. Dobbiamo correre meglio in campo. I test fisici che abbiamo fatto la scorsa settimana hanno infatti dimostrato che noi fisicamente stiamo bene. Il calcio di oggi è correre tutti e bene. Bisogna difendersi in 11 ed attaccare in tanti, come per esempio hanno fatto Milan e Siena contro Barcellona e Lazio».

Il Pescara ha chiuso il girone d'andata con 20 punti. Il traguardo quasi inaspettato ma sicuramente positivo. Poi 6 sconfitte ed un pareggio nel girone di ritorno: «abbiamo perso il primo scontro diretto col Torino ed è nata in noi parecchia preoccupazione. Partita dopo partita perdevamo e ci siamo preoccupati. Purtroppo chi si deve salvare non si può preoccupare. Se non vinci diventa sempre più dura ed a noi manca una vittoria per ridare morale un po' a tutto l'ambiente».
Chiusura sul suo futuro: «ho un rapporto con la società che va al di là del semplice rapporto tra calciatore e dirigenza. A fine campionato si vedrà, ora il contratto è l'ultimo dei problemi miei e della società. Con loro abbiamo parlato e la differenza è di qualche milione di euro (ride, ndr). Balla un milione di euro, io ne ho chiesti 2 loro vogliono darmene 1...».

Andrea Sacchini