SERIE A

Delfino Pescara. La gara con l'Udinese decisiva per il campionato e per il futuro di Bergodi

La panchina del tecnico non è più salda: all'orizzonte c'è un cambio?

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PESCARA. Il Pescara ieri ha ripreso gli allenamenti in vista del match di domenica all'Adriatico contro l'Udinese. Lavoro col gruppo e differenziato per Quintero e D'Agostino. Solo terapie per Sforzini. La vittoria in serata del Bologna sulla Fiorentina ha ulteriormente complicato il discorso salvezza per il Pescara, distante ora 5 punti dal Genoa quartultimo, 6 dall'Atalanta ed 8 punti da Bologna e Chievo.
Ieri cda in seno alla Delfino Pescara. Tra gli ordini del giorno la situazione tecnica della prima squadra, che a Roma con la Lazio è incappata nella sesta sconfitta nelle ultime 7 partite. Il destino di Cristiano Bergodi, fino a qualche settimana fa mai messo in discussione, sembra in bilico. E non potrebbe essere altrimenti dopo il crollo, l'ennesimo, tecnico e tattico in occasione del posticipo di lunedì.
Con le speranze di salvezza sempre più ridotte al lumicino, Bergodi non è più sicurissimo del posto e molti in seno alla dirigenza del Delfino non possono che essere insoddisfatti dell'attuale ruolino di marcia della squadra. Bergodi tra l'altro, che va detto non è il principale responsabile dell'attuale situazione, stando ai numeri ha fatto addirittura meno punti di Stroppa: 10 rispetto gli 11 del tecnico dimessosi nel post Siena-Pescara.
Il destino del mister, blindato a più riprese dal patron Daniele Sebastiani, potrebbe essere legato al risultato del match di domenica con l'Udinese. Una vittoria spazzerebbe via ogni dubbio di esonero e darebbe la possibilità a Bergodi di lavorare con “tranquillità” per almeno altre partite.
Nell'eventualità di un'altra sconfitta appare possibile un avvicendamento in panchina. La caccia al successore però non è affatto semplice nell'immediato. Le soluzioni in caso di esonero sono 2: affidarsi ad un tecnico che guidi la squadra fino a giugno con la certezza ovviamente di una conferma per l'anno prossimo anche in caso di serie B o scegliere un allenatore che traghetti la squadra fino al termine dell'attuale torneo in attesa del nuovo allenatore (Zeman?, ndr). Nelle ultime ore è circolato il nome di Christian Bucchi, allenatore della Primavera del Delfino, che accetterebbe volentieri l'incarico pro-tempore. Il problema però è che il responsabile delle giovanili biancazzurre non ha il patentino da allenatore per guidare in prima persona una squadra in serie A. L'ostacolo è insormontabile a meno che Bucchi non venga affiancato da un tecnico con patentino come successo qualche anno fa con Giampaolo, spalleggiato in panchina all'Ascoli da Silva. Escamotage però che costò a Giampaolo 2 mesi di squalifica per violazione dell'articolo 37 in quanto la prima squadra di una società professionistica deve essere obbligatoriamente affidata ad un direttore tecnico o allenatore di prima categoria. Con Stroppa ormai non più sotto contratto con il Pescara, non va dimenticato che il Delfino ha ancora sotto contratto un tecnico valido e preparato come Cetteo Di Mascio, che nel corso degli anni ha fatto grande la Primavera biancazzurra. Di Mascio, che ha un contratto fino a giugno 2013, possiede tra l'altro il patentino per allenare in serie A.
Appare in definitiva poco probabile una permanenza di Bergodi fino a giugno qualora i risultati e le prestazioni dovessero essere in linea con quelle delle ultime 7 gare.

L'AMMINISTRATORE DELEGATO DANILO IANNASCOLI
«C'è stata una buona prestazione della squadra» – ha raccontato a fine partita l'Ad del Delfino, Danilo Iannascoli – «la squadra è stata ben messa in campo tecnicamente e siamo andati sotto solo per 2 grandi spunti personali. Soffriamo davanti dove non abbiamo punto per nulla e siamo mancati nell'ultimo passaggio».
«In vista dell'Udinese bisogna ripartire da quanto di buono fatto vedere» – chiude Iannascoli – «dobbiamo fare più punti possibili nelle prossime 3 partite altrimenti si fa dura, ma la strada è quella giusta».

Andrea Sacchini