SERIE A

Il Pescara è in caduta libera, ancora contestazioni dei tifosi

Crollo prima psicologico, poi tecnico e tattico. Bergodi: «le altre rinforzate, noi...»

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PESCARA. Il Pescara incappa nella quinta sconfitta nelle ultime 6 partite e sprofonda in classifica a 4 lunghezze dalla salvezza. Col Cagliari crollo prima psicologico e poi tecnico tattico ed ora si fa davvero dura perché il Genoa ha iniziato ad ingranare con l'arrivo del nuovo allenatore e dei nuovi acquisti di gennaio e le prossime giornate non lasciano presagire nulla di buono. Lunedì la trasferta proibitiva di Roma con la Lazio mentre Genoa e Bologna, vincendo la prossima, potrebbero scavare un solco decisivo nei confronti dei biancazzurri.
Dopo un primo tempo all'insegna dell'equilibrio con le 2 squadre attente soprattutto a non scoprirsi, nella ripresa il Cagliari col passare dei minuti ha avuto la meglio su di un Pescara mentalmente fragile ed evidentemente tecnicamente non all'altezza dell'avversario. Il nulla più assoluto dalla metà campo in su con i biancazzurri spariti dopo l'uscita di D'Agostino per infortunio. Non che l'ex regista stesse disputando una partita sopra le righe ma la sua sola presenza, con l'esperienza di tanti anni di serie A alle spalle, teneva comunque compatta una squadra incapace di offendere ma almeno attenta in fase difensiva per tutto il primo tempo. Nella ripresa poi si è assistito al meglio del peggio del Pescara di quest'anno: squadra senza carattere e furore agonistico, incapacità pressoché assoluta di rendersi pericoloso palla a terra eccezion fatta qualche accelerazione estemporanea di Weiss ed una difesa imbarazzante in marcatura e nell'interpretazione dei fuorigioco. Il tutto condito da una fragilità mentale preoccupante e costante ormai da inizio stagione. 


Nel corso del secondo tempo tensione allo Stadio Adriatico: scoppia la protesta.
Al gol del 2-0 degli isolani, è infatti scoppiata la contestazione dei tifosi biancazzurri che, dopo aver lanciato diversi petardi sulla pista di atletica, hanno apostrofato con pesanti cori soprattutto il direttore sportivo Daniele Delli Carri. A un quarto d'ora dal termine della gara alcune centinaia di ultrà hanno abbandonato la curva Nord, riversandosi all'esterno dello stadio dove si trovavano uomini delle forze dell'ordine in assetto antisommossa.