DI NUOVO IN COMUNE

D’Alfonso è tornato e il sindaco Mascia non si fa trovare

Il sindaco non c’era e i due non si incontrano

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PESCARA. La sala del consiglio comunale di Pescara era gremita, ieri mattina, per accogliere Luciano D'Alfonso, ex sindaco appena assolto dal Tribunale del capoluogo adriatico.
Per lui, all'ingresso in aula molto commosso, si è trattato di un momento per fare di fatto il suo programma futuro, da candidato in pectore alle prossime Regionali: D'Alfonso ha parlato di infrastrutture, di collegamenti Pescara-L'Aquila, aeroporto, asse attrezzato, ferrovie, copertura teatro D'Annunzio aree ex scalo merci.
C’erano ex assessori del suo governo cittadino, i consiglieri di opposizione, sostenitori e gente comune.
Ha preso la parola per primo il capogruppo Moreno Di Pietrantonio, capogruppo in Consiglio comunale, che ha parlato della volonta' del partito di Bersani di riprendere il discorso dove era stato interrotto: «La città si è fermata, chi è venuto dopo di noi non ha fatto nulla - ha detto - Bisogna ridare a questa città la sua economia, rimetterla in moto. E sarà più facile, perché è tornato in campo un fuoriclasse»
Mentre Camillo D'Angelo, ex vice sindaco, ha rivendicato gli obiettivi della giunta D'Alfonso paragonandoli a quelli della giunta Mascia che amministra la citta'.
Ha anche chiarito che il Pd non e' il partito del no, ma motiva le sue prese di posizione con argomentazioni precise. Grande attenzione tra i pubblico quando ha parlato D'Alfonso, che ha accolto il consiglio di un paio di amici e ha deciso di stare calmo, di non vendicarsi di nulla e di dosare le parole.
Il consigliere Marco Alessandrini, che dopo l’arresto di D’Alfonso è stato il candidato sindaco che ha sfidato Mascia ha parlato della difficoltà di sostenere «accuse striscianti» subiti negli ultimi quattro anni: «zitti voi che siete dei farabutti. Fortunatamente esiste una giustizia in questo paese che fa il suo corso, con i tempi della giustizia».


Da parte di D’Alfonso nessuna parola di apprezzamento per Regione, Provincia e Comune, dove non si amministra e dove ci sono politici timidi, e ha assicurato di essere in grado di vincere, perche' non ha bisogno che il suo avversario si azzoppi una gamba per farlo.
Ha anche ammesso che avrebbe voluto salutare il sindaco Mascia, ma gli sarebbe stato detto che «era assente». E poi si e' soffermato su quanto non ha potuto fare in questi anni, in attesa che si concludesse il processo, e cioe' parlare dei 150 anni dell'unita' d'Italia, della riduzione delle Province, del porto e dell'aeroporto. «Quanto sarebbe stato opportuno che ci potesse essere una parola nostra e nostra significa mia e nostra quando si è inaugurato il Ponte del mare? Ci dovevamo essere o no?»
Gli sarebbe piaciuto anche inaugurare il nuovo svincolo dell'asse attrezzato di via Tirino,ma lo ha fatto il sindaco attuale. «La gente mi ha sempre votato perché le cose che dico, le faccio», ha chiuso.

CHIODI: «NOI ABBIAMO RISANATO L’ABRUZZO»
E sul ritorno di D’Alfonso ha parlato ieri anche il governatore Gianni Chiodi a margine dell'inaugurazione dell'Unità complessa di cure primarie della Asl di Teramo.
A chi lo sollecitava a commentare la probabile discesa in campo dell'ex sindaco, dopo l'assoluzione, il presidente della Regione ha dichiarato: «il centrosinistra avrà un candidato e qualunque candidato esso sia sarà autorevole: si diceva di Legnini, di Lolli, di Camillo D'Alessandro adesso di D'Alfonso, che sono tutte persone di qualità. Ma tra un anno, dall'altra parte ci sarà la compagine che ha risanato l'Abruzzo non solo sotto il profilo economico ma anche etico e morale, e dall'altra la compagine che quando ha governato ha disastrato la regione, che è diventata regione canaglia per alcuni, un peso per gli italiani secondo altri».