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Sindaco di Francavilla contro Antonio Razzi: «a quel soggetto l’Abruzzo dovrebbe chiedere i danni»

Luciani scrive al comico Maurizio Crozza

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ABRUZZO. «Una candidatura che scredita l'Abruzzo prima ancora che un partito».
Così qualche giorno fa l’assessore regionale Paolo Gatti (oggi capolista alla Camera con Fratelli d’Italia) aveva definito, via Twitter, la candidatura di Antonio Razzi nelle fila del Pdl. Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, invece difende il deputato abruzzese e lo definisce «meglio della Pezzopane».
Quel nome, piazzato lì (Alfano ha ammesso il perché), al quarto posto, subito dopo Berlusconi, Quagliariello, Pelino, è diventato un caso in tutta Italia. Sul web impazzano i video elettorali del candidato e di lui ne ha parlato anche Maurizio Crozza.
«Amici lupi, fratelli orsi marsicani», ha detto il comico genovese, «se vedete dei Razzi per il parco, fatevi una foto, magari viene un po’ massa…»
Non è servita nessuna parodia od imitazione ma solo una analisi dei suoi spot elettorali. Non è mancata la presa in giro per l’italiano stentato e per le cose che Razzi ha raccontato di aver fatto per il turismo locale, come i tornei di calcetto a Francavilla al Mare e Pescara.

LUCIANI SCRIVE A CROZZA
E nelle ultime ore il sindaco di Francavilla Antonio Luciani ha scritto a Crozza (via Facebook): «non ti scrivo per raccontarti che Razzi non è di Francavilla, che dei suoi tornei non ne sappiamo assolutamente nulla e che la nostra città è stata la culla del Cenacolo culturale italiano. Ti scrivo perchè mi sono sentito chiamato in causa quando ti sei rivolto agli animali. Agli orsi marsicani emai lupi a cui potresti aggiungere cozze e telline magari. A loro purtroppo manca la parola, a Razzi inspiegabilmente ne è stato concesso l'uso. A lui "manca tante cose", non all'Abruzzo, ma purtroppo, ripeto, può parlare o, meglio, sparlare. A tutte le calamità che abbiamo sopportato si aggiunge questo soggetto al quale dovremmo chiedere i danni, non solo a lui ma a chi lo candida. Così, piano piano, sottovoce ti invito a Francavilla oppure invitami alla tua trasmissione, che seguo sempre con interesse apprezzando la tua assoluta libertà di pensiero e di azione. Mi piacerebbe rappresentati che oltre agli amici animali, alla natura, alla cultura, al di là di tristissime caricature, ci sono gli abruzzesi... E vola vola vola e vola lu pavone si tì nu core bone...»

PD INORRIDITO: «IL PDL SE NE VANTA»
Contro Razzi si è scagliato anche il Pd inorridito per le affermazioni del governatore che ha detto di preferire il proprio candidato senatore alla candidata Stefania Pezzopane: «L'Italia e l'Abruzzo ripudiano la concezione politica trasformistica alla Razzi e Scilipoti, i capi del Pdl e il presidente della Regione invece arrivano a vantarsene», commenta il senatore uscente Giovanni Legnini. «Ma d’altronde ormai il distacco fra il Pdl e la società abruzzese è lunare. L'ha dimostrato persino il senatore Quagliariello, che è giunto a affermare che c’è equilibrio fra tutti i territori nelle liste del suo partito».

PICCONE E GIULIANTE NEL MIRINO
E in queste ore in casa Popolo delle Libertà le acque sono ancora agitate. Massimiliano Pieri, componente direttivo provinciale PDL L'Aquila-Sulmona (autosospeso) ha scritto una lettera di fuoco a Gianni Chiodi. Bersaglio «il conte Filippo Piccone» che «dopo aver reso le liste del Partito impresentabili, sia per L'Aquila che per gli aquilani, si è permesso anche di venire qui a casa nostra a prenderci per fessi».
«Se non fosse per quanto di buono il Presidente Berlusconi ha fatto nel post-sisma», continua Pieri, «il Pdl rappresentato da questa classe dirigente non meriterebbe alcuna considerazione. Mi riferisco ad una certa parte della classe dirigente del partito, caro Presidente, poiché l'altra parte rappresentata da Gianfranco Giuliante sta funestando L'Aquila da annie sta distruggendo il PDL come a suo tempo ha fatto con Alleanza Nazionale.
Signor Presidente, non ho potuto dire pubblicamente queste parole a causa dell'influenza che mi ha colpito, mentre Giuliante non ha partecipato per difendere la sua poltrona da Assessore regionale ed il buon Magliocco idem (il coordinatore eterodiretto si sarebbe già dovuto dimettere dopo la batosta elettorale delle comunali, soprattutto per la sciagurata scelta del candidato sindaco)».
«Se Lei avrà la forza per avviare il cambiamento politico necessario io sarò al suo fianco», assicura Pieri, «e scoprirà immediatamente che a tante donne e uomini abruzzesi non piace la politica fatta in scia, feudale e poltronistica, ma cercano la Politica vera, quella basata sulla partecipazione sui valori e sui progetti per rilanciare e ricostruire il territorio».