DICHIARAZIONI SISMICHE

Abruzzo/Monti: «l’Italia ha perso credibilità in Ue per colpa de L’Aquila»

Chiodi: «pura propaganda, cerca di coprire i suoi insuccessi»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

16608

L’AQUILA. Per il premier l’Italia ha perso di credibilità per colpa del post sisma aquilano.


La città, distrutta il 6 aprile 2009 e ancora ben lontana dalla ricostruzione subisce anche questo.
Mario Monti, nelle zone colpite dal sisma dell’Emilia, ha fatto incetta di fischi e uova marcia. Sul perché ha una idea chiara: sostiene infatti che per quanto riguarda certi pagamenti fiscali «dobbiamo rimontare la grande perdita di credibilità in cui l’Italia è incorsa nell’Unione europea della gestione del post-aquilano. Si parte da un muro di diffidenza grande a Bruxelles dove naturalmente stanno sempre attenti in materia di rimborsi» per evitare aiuti di Stato illegittimi.
«Mi riferisco - ha precisato - alla gestione e alle diverse inchieste. Mi sembra di ricordare taluni scandali che sono avvenuti».
Ma dall’Abruzzo è scattata la contestazione. Per il governatore Gianni Chiodi quella di Monti «è stata un'uscita decisamente infelice. In Emilia, tour elettorale ovviamente, ha avuto il coraggio di imputare i suoi insuccessi a Bruxelles agli scandali del post-terremoto dell'Aquila. Nulla di più offensivo per gli aquilani, che ancora non riescono a ritrovare la loro identità sociale e culturale, per gli abruzzesi, per gli amministratori seri che si sono impegnati per una ricostruzione senza precedenti nella storia».
Per Chiodi Monti avrebbe fatto «di tutta l'erba un fascio, ha citato scandali di cui gli aquilani sono stati solo vittime inconsapevoli o truffe maldestramente collegate alla città». Ed è risentito anche per il plauso che il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, ha riservato alle affermazioni del premier uscente «senza cogliere l'offesa ai suoi concittadini e agli abruzzesi tutti».
Chiodi ricorda a «un disinformato Monti» che la Regione Abruzzo non è stata mai coinvolta come Ente nella governance della ricostruzione. «Si è passati da un commissario governativo, Guido Bertolaso, a un commissario governativo, il sottoscritto - chiarisce meglio - per arrivare attualmente alla cosiddetta gestione ordinaria, dove l'Esecutivo nazionale ha poteri maggiormente penetranti».
Chiodi ricorda poi a Monti che «tutto ciò che è stato fatto, in termini materiali, di contributi, di agevolazioni fiscali, di riduzione delle tasse porta la firma del governo antecedente al suo, quello di centrodestra, mentre con Monti, da un anno e mezzo a questa parte, nulla si è mosso; non ha prorogato neanche il finanziamento agevolato».

«BERLUSCONI E’ L’UNICO AD AVER FATTO QUALCOSA»
«Monti - rincara Chiodi - ha fatto passare mediaticamente un modello Abruzzo disastroso, negativo su tutti i fronti, da non imitare. Eppure qui si è partiti col piede giusto; studenti subito in edifici confortevoli e sicuri, case per migliaia e migliaia di persone, ricostruzione leggera praticamente ultimata ma, ora che tutto sembrava possibile, l'avvio di quella pesante bloccato da un Governo Monti che ha detto no anche al miliardo di euro inserito nel patto di stabilità».
«La verità - stigmatizza infine - è che le uniche cose concrete per L'Aquila le ha fatte il Governo Berlusconi. Monti non stanziato un euro in più dei 4 miliardi che ci ha concesso Berlusconi. Ora sarebbe auspicabile da parte di tutti un passo indietro. Nessuna campagna elettorale può giustificare lo sciacallaggio, questo sì, psicologico, sul dolore dei terremotati».


PEZZOPANE: «CAMPAGNA ELETTORALE SULLA NOSTRA PELLE»
«Dopo Berlusconi, anche Monti fa campagna elettorale sul terremoto, parlando di scandali», protesta l’assessore comunale Stefania Pezzopane. «Al contrario molte truffe, come i fondi ex Giovanardi, le scuole, la questione del Lotto, la Commissione Grandi Rischi e il G8 si sono consumate sulla pelle degli aquilani. E sono stati proprio gli aquilani a denunciarle. Su una cosa Monti non sbaglia. La gestione del terremoto, a differenza dell'Abruzzo, in Emilia è stata affidata ad un Presidente della Regione, che l'ha saputa gestire in maniera efficace. Non si può tuttavia scaricare sugli abruzzesi, il peso di gravi responsabilità, che stanno in capo al Governo Berlusconi e alla dissennata gestione commissariale. Sono queste la vera causa della politica di Bruxelles».


ARDUINI: «NON MERITIAMO MORTIFICAZIONE»
«L'Aquila non merita questo. Monti non puo' tirare in ballo L'Aquila citandola come esempio negativo per 'truffe e corruzione'», ha detto invece l'ex vice sindaco dell'Aquila Giampaolo Arduini. «L'Aquila e' stata colpita e distrutta da un terremoto. Oggi non merita di essere mortificata e distrutta una seconda volta come esempio negativo di responsabilita' personali che nascono altrove».


D’ERAMO: «MONTI CI HA MESSO IN CASTIGO?»
Ma a protestare è anche Luigi D’Eramo (La Destra): «Monti ha messo in castigo gli aquilani? Vuol far pagare a noi lo sciacallaggio che il post terremoto ha portato con se'? E' vero, signor presidente, oltre al danno del terremoto, abbiamo subito l'onta degli scandali che però non possono e non devono ricadere su di noi; siamo stanchi di essere tirati in ballo ogni volta che il politico di turno ha bisogno di un argomento forte per la sua campagna elettorale. I responsabili degli scandali del terremoto non sono di certo gli aquilani, ma chi la ricostruzione doveva e poteva gestirla al meglio e nella massima onestà».