SANITA'

Disabili: pronto trasferimento da Chieti e Palena, comitato si oppone

«Una scelta disumana, ci batteremo per fermarla»

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CHIETI. I pazienti diversamente abili ricoverati nella struttura Maristella, attualmente ancora all’interno della clinica Villa Pini, potrebbero presto essere trasferiti in una struttura di Palena.
Se per la direzione della Asl 2 Lanciano, Vasto, Chieti questa soluzione potrebbe andare bene, il comitato di Difesa Civica per i pazienti del Maristella di Chieti insorge: «è una scelta disumana, e ci vede assolutamente contrari».
Secondo loro, infatti, si produrrebbe un «grave isolamento» dei pazienti, che perderebbero in questo modo «ogni possibilità di socializzare con l’esterno in un ambiente così disperso e desolato sulle montagne abruzzesi». In più si sottolinea la lontananza dai centri ospedalieri per eventuali emergenze sanitarie e si ricorda che questi ragazzi «sono affetti da varie patologie cardiologiche, patologie bronco pneumoniche con deficit respiratorio di tipo restrittivo (verosimilmente incompatibili con l’altitudine), disturbi della deglutizione, con riferiti ripetuti episodi di soffocamento, sindrome epilettiche con crisi generalizzate e complicate, condizioni che richiedono un’assistenza medico infermieristica appropriata».
E poi ci sono anche i problemi legati ai parenti e alla loro impossibilità di poter avere un costante contatto con i propri congiunti. «Palena», fanno notare dal Comitato, «non è assolutamente collegata con mezzi pubblici e ha una viabilità fortemente disagiata soprattutto nel periodo invernale».
«Ci batteremo a tutti i livelli cercando di contrastare il lassismo dei partiti politici, per impedire il trasferimento dei pazienti a Palena anche mediante l’adozione di iniziative legali in risposta alle eventuali azioni assunte dalle parti coinvolte».
Il presidente del Consiglio Regionale, Gianni Chiodi e il sub commissario Zuccatelli, hanno sostenuto di recente che il trasferimento può effettuarsi se conforme alla legge regionale sull’accreditamento, la numero 32 del 2007. «Concordiamo in parte», commentano dal Comitato, «e registriamo la totale indifferenza, ad eccezion fatta di taluni sporadici interventi a titolo personale di alcuni politici quali Maurizio Acerbo, Angelo Orlando e Marinella Sclocco, di tutti i partiti alla vicenda. Le leggi debbono essere poi applicate con buon senso e umanità».