LA PROTESTA

Abruzzo/La protesta delle Pmi:«priorità al credito e alla ricostruzione de L’Aquila»

Il documento sottoscritto da diverse associazioni di categoria per rilanciare l’economia

Redazione Pdn

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ABRUZZO. Gionata di protesta delle piccole  medie imprese anche in Abruzzo con iniziative e la sottoscrizione di un documento programmatico.


 Le associazioni d'impresa abruzzesi e della provincia di Pescara (Casartigiani, Cna, Confartigianato e Confesercenti), promotrici della giornata di mobilitazione indetta da Rete Imprese Italia, hanno sottolineato «alcune delle specificità legate alla condizione della nostra regione».
«L’Abruzzo manifesta segni peculiari e specifici di tipo recessivo, confermati peraltro da diversi indicatori generali», sostengono le Pmi per cui risulta fondamentale il raggiungimento di alcuni obiettivi.

RILANCIARE LO SVILUPPO, A PARTIRE DAL CREDITO
«Va posta con urgenza all'attenzione del confronto con istituzioni, forze politiche e sociali», si legge nel documento delle associazioni, «la questione del rilancio dello sviluppo della nostra regione. Sviluppo sul quale fa da freno l'inaccettabile pressione fiscale, a carico di imprese e famiglie, dovuto ai debiti del sistema sanitario: bisogna proseguire con coerenze e determinazione sulla strada della eliminazione totale delle addizionali Irap e Irpef, in modo da rilanciare i consumi e dare respiro ai bilanci delle imprese.  Occorre poi dare rapida attuazione a quanto stabilito nell’intesa fra imprese, sindacati e Regione, mettendo al più presto a disposizione dell'economia quelle risorse (Fondi Fas e comunitari) che rappresentano gli unici strumenti finanziari oggi sul tappeto».

«MACROREGIONE ADRIATICO-IONICA, UN’OCCASIONE DA NON DISPERDERE»
Occorrono –dicono le Pmi- politiche attive per l'attrazione di nuovi investimenti industriali e per il mantenimento delle presenze produttive più significative in Abruzzo rendendo la nostra regione protagonista del processo di creazione della macro-regione adriatico-jonica, accanto a Marche, Molise e Puglia, in modo da superare la scarsa competitività del nostro territorio legata ai mancati investimenti sull'Alta velocità ferroviaria.  Andrebbe inoltre rilanciato «l'Abruzzo dei parchi, straordinaria risorsa per le aree interne della nostra regione».

RICOSTRUZIONE DEL CRATERE SISMICO
«A circa quattro anni dal terribile terremoto del 6 aprile 2009, ancora troppo resta da fare per la ricostruzione della città dell'Aquila e delle decine di comuni coinvolti. Le risorse recentemente stimate dal ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, in complessivi 3,4 miliardi di euro», esortano le imprese, «devono essere messe immediatamente a disposizione degli enti locali e delle strutture preposte al processo di ricostruzione, che a loro volta devono snellire sensibilmente le procedure burocratiche necessarie e ridurre drasticamente i tempi. Solo in questo modo sarà possibile rilanciare un cantiere che potrebbe rappresentare un eccezionale volano di sviluppo per la difficile situazione occupazionale della nostra regione».

ZONA FRANCA URBANA DI PESCARA
«La Regione Abruzzo deve dire con chiarezza in che modo intende finanziare la Zfu della città di Pescara, dopo il via libera dato dal Parlamento con gli emendamenti al “Decreto sviluppo”. Si tratta di un obiettivo che vede unite da anni tutte le categorie produttive della città, le forze sociali, i sindacati dei lavoratori, le principali istituzioni locali, in una richiesta che consentirebbe di rilanciare in modo significativo una delle aree della maggiore città abruzzese a più elevato tasso di degrado».

IL SISTEMA REGIONALE DEI PORTI E IL PORTO DI PESCARA
La condizione di paralisi in cui versa da quasi due anni la principale infrastruttura portuale regionale dedicata al turismo (il porto di Pescara), che appesantisce l’intera capacità di risposta del sistema portuale abruzzese, «deve essere superata con l'avvio immediato dei lavori di dragaggio, peraltro già consegnati all'impresa esecutrice, ma al contempo non sono più tollerabili i ritardi nell'approvazione del nuovo Piano Regolatore Portuale, anche in virtù del più complessivo disegno di riqualificazione delle aree adiacenti al porto canale ed al porto turistico».

LA “QUESTIONE TERAMO”
Per le associazioni bisogna dare immediata attuazione al Protocollo per lo sviluppo siglato tra Associazioni datoriali ed Organizzazioni Sindacali nel luglio del 2010.  «Iniziativa, urgente e determinante, i firmatari del protocollo, esprimono a gran voce forte preoccupazione,  è la mancata definizione di una dotazione finanziaria specifica per quelle aree di crisi, come la Val Vibrata in particolare, a cui era stato promesso, di concerto con le parti sociali,  un pacchetto di sostegno al tessuto produttivo ed occupazionale, il Pacchetto “PRESTO”: 20 milioni di euro assicurati dal Presidente Chiodi, ma che ad oggi rimangono solo su carta. Appare evidente che in assenza di una dotazione da parte della Regione, chiedere al Governo la messa a disposizione di soli fondi propri  è sicuramente un'impresa improba».

RIDURRE LA PRESSIONE FISCALE
La prossima agenda di governo deve prevedere, come prioritari, -sempre secondo il documento delle associazioni- interventi volti alla riduzione della pressione fiscale - scongiurando, prima di tutto, l’ulteriore innalzamento dell’aliquota IVA previsto a partire dal 1° luglio prossimo – prevedendo la destinazione del gettito derivante dal recupero delle risorse evase alla riduzione del carico fiscale.
E nello specifico occorre, tra le altre cose- rivedere il criterio utilizzato per la determinazione del reddito di impresa dei soggetti IRPEF, passando dalla competenza alla cassa;  rendere neutrale la tassazione rispetto alla forma giuridica dell’impresa; ridurre l’imposizione Irap, mediante un progressivo incremento della franchigia ed una progressiva eliminazione del costo del lavoro dalla base imponibile, definendo al contempo le imprese non soggette ad Irap perché prive di autonoma organizzazione;
ridefinire il tributo rifiuti e servizi TARES, strutturando un nuovo sistema tariffario che rappresenti al meglio la reale produzione di rifiuti delle varie categorie economiche.