Serie A. Dopo l'umiliazione con la Samp il Pescara contestato dai tifosi

Scatta il ritiro punitivo. Sebastiani: «così si va dritti in serie B»

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PESCARA. Tutti in ritiro per una settimana dopo l'umiliante sconfitta per 6-0 patita ieri dal Pescara in casa della Sampdoria. Questa è stata la decisione dell'immediato post-partita della società biancazzurra, che in questo modo cerca di far cambiare rotta ad una squadra apparsa tutt'altro che tale nella Caporetto di Marassi. Senza nerbo e senz'anima, gli adriatici sono tornati ad essere la stessa formazione arrendevole e senza carattere del breve periodo Stroppa di inizio stagione. Un'involuzione netta e preoccupante iniziata subito dopo la vittoria per 2-0 ottenuta a Firenze.
Il problema di un cattivo approccio alla gara è ormai risaputo e si trascina sin dai tempi di Giovanni Stroppa. La squadra subisce tanto, troppo nel primo tempo prima di abbozzare una reazione convincente (con la Sampdoria neanche quella, ndr) nella ripresa. I sei gol di Genova mettono inoltre in pieno risalto le carenze forse strutturali e sicuramente caratteriali di una squadra capace di sciogliersi come neve al sole davanti le prime difficoltà. I numeri di fine gara con la Sampdoria sono impietosi e preoccupano in vista di altre 3 partite fondamentali per il futuro del Pescara: Bologna, Palermo e Cagliari, tutte formazioni in lotta per evitare gli ultimi 3 posti della classifica. 


IL COMMENTO AMARO DEL PATRON DANIELE SEBASTIANI
Duro a fine gara anche il commento del patron Daniele Sebastiani: «è la partita più brutta da quando sono presidente. Ho visto una squadra senza mordente, senza nulla. Se si gioca così si va in serie B direttamente prima della fine del campionato. Non c'è nessuna scusante, abbiamo sbagliato l'approccio ed in questo modo non si va da nessuna parte».
A cinque giorni dalla chiusura del mercato il presidente biancazzurro non ha neppure escluso rivoluzioni, segno del grande clima di tensione che si respira anche dentro lo spogliatoio: «non escludo altri acquisti e cessioni prima del 31 gennaio. Ci sono cinque giorni e parleremo con tutti. Chi se la sente di lottare fino alla fine resterà mentre andrà via chi vuole arrendersi. La squadra ora partirà in ritiro tutta la settimana per preparare l'importante partita col Bologna. Saranno giorni importanti per capire chi se la sente di continuare con questa maglia».
Sul banco degli imputati anche la difesa, che dopo i 6 gol subiti con la Sampdoria si conferma la più bucata della serie A: «prendiamo gol che non si vedono neanche nelle categorie inferiori. La squadra in ritiro dovrà ritrovarsi perché in questo modo è impossibile andare avanti. Sono rimasto deluso dall'atteggiamento e spero che col Bologna ci sia tutt'altra reazione».
Poi un richiamo anche al tecnico Cristiano Bergodi: «non ho ancora parlato con l'allenatore che resta al suo posto, ma è chiaro che gli esami ci sono anche per lui».
«Il mister lavorerà molto in settimana» – conclude Sebastiani – «per riportare la stessa grinta delle gare precedenti a quella persa a San Siro contro l'Inter, che ci hanno portato elogi e soprattutto punti». 


BERGODI ANALIZZA LA GARA PERSA CON LA SAMPDORIA
«Si può perdere ma c'è modo e modo di perdere». È l'amaro commento del tecnico del Pescara, Cristiano Bergodi, che proprio non riesce a darsi spiegazioni dell'ennesimo black-out della sua squadra, tornata dal Marassi con 6 gol al passivo: «non mi spiego come sia potuto accadere. Utilizzerò questa settimana per parlare a fondo con i ragazzi. Ci siamo ben comportanti dopo la prima mezz'ora, poi il secondo gol ci ha tagliato le gambe e non siamo più riusciti ad entrare in partita».
«Di chi è la responsabilità?» - prosegue il tecnico biancazzurro – «è di tutti me compreso. Le ultime gare sono state una delusione, ora prove come queste non devono più ripetersi. Dobbiamo riprendere il discorso da dove lo avevamo lasciato ovvero dall'ottimo secondo tempo di Firenze».
«Siamo in difficoltà ma non dobbiamo e possiamo mollare» – Bergodi in chiusura – «anche perché nonostante tutto abbiamo ancora 2 punti di vantaggio sulla terzultima posizione». 


E AL RIENTRO LA PROTESTA DEI TIFOSI
Ieri sera servizio d'ordine rafforzato per blindare aeroporto d'Abruzzo e stadio, dopo la debacle del Pescara rientrata in città nella tarda serata con un volo charter. Il passa parola dei supporter adriatici sulla rete per accogliere i giocatori ha indotto le forze dell'ordine a potenziare i servizi già previsti. Non teneri i commenti sulla squadra circolati sui siti specializzati al termine della gara persa a Genova con la Sampdoria.
Per lo più si tratta di accuse di scarso impegno alla squadra e richieste di provvedimenti alla società hanno accolto il rientro a Pescara della squadra biancazzurra dopo la trasferta a Genova. Una ventina i tifosi in attesa in aeroporto. Gli ultrà all'esterno dello scalo hanno avuto un serrato confronto con alcuni giocatori, il tecnico Cristiano Bergodi ed il presidente Daniele Sebastiani. La presenza di agenti della polizia ha evitato che la situazione degenerasse. Cori contro la squadra al momento di andare via.
Andrea Sacchini